Il Polesine che non ti aspetti dove la natura è mozzafiato

Raccontare cos'è il delta del Po è meno facile di quello che potrebbe sembrare a prima vista. Il bravo e solerte cronista se la caverebbe snocciolando una serie di dati, descrivendo il paesaggio, parlando dell'acqua e dell'importanza che ricopre nella vita passata (purtroppo), presente e futura di questa parte della provincia di Rovigo, il Basso Polesine. Ma bisogna partire dagli odori, dai sapori, dai colori di questa terra che ti colpisce, ti rapisce, ti costringe a viverla. Dalla semplicità di volti in principio duri, sospettosi, ma che, nel breve volgere di un nanosecondo, si aprono in sorrisi contagiosi. Un mondo duro e dolce contemporaneamente, particolare, diverso da tutto ciò a cui siamo abituati. Un mondo dove, davvero, dietro ogni curva, ogni dosso, si trova un paesaggio differente; dove i colori, nella loro uniformità, sono difformi; dove ti stupisci e resti a bocca aperta di fronte a taluni spettacoli della Natura; dove l'orizzonte è un optional, perché l'occhio si perde inseguendo spazi immensi.

L'amore della gente per la propria Terra è evidente; nonostante l'asprezza, la difficoltà, la lotta quotidiana contro di Essa, i suoi abitanti la dipingono come e meglio di un quadro di Monet. Così al turista cittadino non resta che andare in quel percorso gastronomico, quella strada di «siediti e mangia» che fa apprezzare il piacere di gustare cibi così lontani tra di loro ma, al contempo, così vicini. Il sapore del mare in un risotto, la delicatezza della carne in un cappone in umido. Un viaggio anche lungo, anche magari solo di un paio di due giorni, non duecento, non duemila. Perché quella Terra è li, che ci aspetta, pronta a donare sensazioni, emozioni, odori, sapori e colori unici. Senza chiedere nulla in cambio. O forse si: la grande voglia di viverla per un'altra volta.