La politica del né né un favore agli assassini

L'equidistanza in geometria e il punto più banale; in etica, il più immorale. Equidistanza significa non schierarsi né con lo Stato né con le Brigate rosse, né con la vittima né col carnefice. L'equidistanza è di quelli che «gli ebrei, in fondo, se la sono cercata» ed è sempre l'uscita di sicurezza dei codardi, senza per questo volere escludere gli imbecilli, che hanno le loro necessità. Il caso venezuelano è lampante. C'è un regime autoritario instaurato con una serie colpi di Stato e prepotenze di comunisti narcisisti e incapaci (cosa che spiega alcune affinità elettive) e c'è un popolo che non impugna altre armi che la Costituzione del Venezuela. Quella Costituzione assegna al presidente del Parlamento l'esercizio provvisorio del potere vacante, punto e fine della storia. Quanto al popolo, vuole solo elezioni presidenziali, non parlamentari in un Paese in cui il Parlamento non conta. Chiedono, in nome della democrazia, un referendum trasparente sul despota: la sola ghigliottina della loro rivoluzione è la cabina elettorale.

L'hanno capito e visto tutti, ma da noi abbiamo i furbi, gli equidistanti che cercano di speculare sull'odio contro Trump che minaccia di applicare la politica continentale del Monroe che si fonda sul diritto di autodifesa delle Americhe da interferenze che vengono da fuori delle Americhe. La qualità morale di coloro che giocano all'equidistanza esprimendosi col linguaggio delle scritte sui cessi solo perché sono andati in vacanza col sombrero è sotto gli occhi di tutti. Alessandro Manzoni diceva che i codardi sostengono di collocarsi «nel giusto mezzo» di una disputa e collocano quel giusto mezzo proprio dove stanno loro. Diceva anche che il coraggio se uno non ce l'ha, non se lo può dare. Vorremmo aggiungere che chi non ha abbastanza fil di ferro nella spina dorsale da distinguere a occhio nudo il bene dal male non dovrebbe mendicare la fiducia degli elettori. Per onestà, bisogna anche dire che nelle glorie del made in Italy rientra anche l'arte del pesce in barile e del cerchiobottismo mediatore, specialità meno raffinate nei Paesi di più solida etica civile. Non siamo famosi per rettitudine, ma risultiamo campioni mondiali di retorica e salto carpiato nella mota. In questi «giorni della merla» siamo equidistanti fra un tiranno da manuale e il manuale dell'etica. Si cerca sempre il punto d'equilibrio e il coraggio è scambiato per turpiloquio e viceversa. Gli equidistanti sono sempre parenti stretti degli assassini.