Ponte Morandi, via all'installazione dei sensori. "Ma servirà tempo"

È cominciato l'iter per l'installazione dei sensori di monitoraggio dei due tronconi rimasti di ponte Morandi. Una volta ultimata la messa in opera, gli sfollati potranno rientrare nelle loro case per il recupero degli oggetti personali

Buone notizie per gli sfollati di ponte Morandi. Con qualche giorno di ritardo sulla tabella di marcia, è partito l'iter per l'installazione dei sensori di monitoraggio sui due tronconi rimasti in piedi del viadotto Polcevera. Un'operazione richiesta con forza dal sindaco genovese Marco Bucci e dalla struttura commissariale guidata dal presidente Giovanni Toti. Una volta ultimata la messa in opera dei sensori, infatti, gli abitanti delle case della Zona Rossa potranno rientrare nelle proprie abitazioni per il ritiro degli oggetti personali. Esigenza rivendicata nella riunione congiunta Regione-Comune del 4 settembre.

Finalmente un primo, abbozzato sorriso si staglia sul viso degli sfollati di ponte Morandi. La struttura commissariale ha fatto sapere che è in corso un'analisi per valutare le migliori offerte di società specializzate per poter partire "al più presto" con la verifica attraverso sensori. "Da subito, appena ricevuta la relazione della commissione tecnica che è stata poi inviata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Toninelli, la struttura commissariale si è attivata per velocizzare tutti i passaggi fondamentali per poter partire con le operazioni. Abbiamo in seguito chiesto alla Procura della Repubblica l'autorizzazione per accedere alla zona rossa e per poter lavorare, essendo un'area posta a sequestro. Nelle prossime ore [...] si potrà partire con il monitoraggio dei due tronconi di ponte Morandi. La durata del monitoraggio dipenderà dai primi risultati che si otterranno dagli accertamenti preliminari", ha comunicato la struttura commissariale guidata dal presidente ligure Giovanni Toti.

Un primo passo nella direzione auspicata da chi è rimasto senza casa dopo la tragedia dello scorso 14 agosto. Intanto, per quanto riguarda la situazione degli sfollati, la struttura commissariale sottolinea che sono più di 100 le case pubbliche date alle famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro dopo il crollo del ponte Morandi. Sono invece 135 i nuclei familiari che hanno scelto l'assegno - 31 quelli già liquidati - per l'autonoma sistemazione.

Ma il pensiero degli sfollati ai propri beni lasciati nelle abitazioni rimane molto forte. Nei giorni scorsi si è registrata una fortissima polemica tra il ministro Toninelli e il sindaco Bucci. Il ministro pentastellato aveva chiesto al primo cittadino genovese di assumersi la responsabilità di autorizzare il rientro temporaneo degli sfollati nelle case sotto il ponte pur senza avere la certezza della stabilità dei due tronconi rimasti in piedi. Ma il sindaco si è rifiutato di farlo, dichiarando che non avrebbe dato alcun permesso: troppo forte il rischio di "piangere già 43 morti: non ne voglio piangere altri".