Ponte Morandi, Autostrade ricorre al Tar: "Usati come un bancomat"

Autostrade non molla, presenta quattro ricorsi al Tar contro altrettanti decreti di nomina del commissario Bucci e di definizione delle regole per l'affidamento dei lavori di ricostruzione e accusa: "Il governo ci tratta come un bancomat"

Un'ombra si proietta sul futuro di ponte Morandi. Autostrade per l'Italia ha annunciato la presentazione di una serie di ricorsi al Tar chiedendo l'annullamento di quattro provvedimenti: quello di nomina del sindaco di Genova, Marco Bucci, a commissario straordinario per la ricostruzione, e i tre decreti dello stesso commissario che stabiliscono le regole per l'affidamento dei lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sul Polcevera. A scriverlo sono i quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX, che riportano una nota dove il gruppo Aspi denuncia una campagna mediatica ostile degli "esponenti del governo", accusandolo di voler "trasformare un'azienda privata in un 'bancomat' violando così non soltanto le leggi nazionali, ma anche la Costituzione e le norme europee". La ricostruzione del ponte è dunque a rischio? Sembra comunque di no, dal momento che Aspi ha comunicato di "non voler determinare alcun ritardo ovvero ostacolare le attività di demolizione e ricostruzione", tanto che non chiede provvedimenti sospensivi. Tuttavia, sempre secondo La Stampa e Il Secolo XIX, "ciò non può precludere contestazioni sia per tutelare diritti e interessi anche patrimoniali degli azionisti, inopinatamente coartati, sia a tutela della onorabilità delle migliaia di dipendenti".

Come noto, i lavori di demolizione dei monconi rimasti in piedi del ponte sono iniziati il 15 dicembre, anche se per lo smontaggio vero e proprio bisognerà attendere i primi giorni del 2019. "Tra la seconda e la terza settimana di gennaio inizieremo a vedere pezzi di ponte venire giù". Così il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci parlando della fase di demolizione dei resti di ponte Morandi, riferendosi in particolare allo smontaggio del moncone ovest del viadotto crollato. "Il nuovo ponte? Lavoreremo perché entro fine 2019 possa essere realizzato. Mi pare difficile che vedremo già scorrere le auto ma vorrei che ci sia l'architettura", ha dichiarato il premier, Giuseppe Conte, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Sempre che Autostrade non metta i bastoni tra le ruote. In questo senso, è stata accolta con un po' di sorpresa la notizia dell'acquisizione, da parte di Aspi, di alcuni terreni collocati sotto al relitto del vecchio ponte e di proprietà di alcune aziende fallite dopo la tragedia del 14 agosto. Come scrive Primocanale, l'azione del gruppo Autostrade potrebbe avere due finalità: da un lato l'eliminazione di cinque potenziali ricorrenti, dall'altro l'idea di rifiutarne la cessione alla struttura commissariale come ripicca. Una doppia suggestione prontamente smentita dal commissario Bucci. "Il fatto che Autostrade abbia acquisito le aree di cinque aziende in zona rossa rende più facile il nostro lavoro", ha assicurato il sindaco. I genovesi sperano che sia effettivamente così.