Ponte Morandi, gli spedizionieri genovesi annunciano la class action

Nel mirino il governo e Autostrade: il volume import/export del porto ad ottobre è crollato dell'8,1% rispetto all'anno scorso

Fra i più colpiti dalle conseguenze del crollo del ponte Morandi, gli spedizionieri del porto di Genova hanno annunciato oggi la propria intenzione di procedere con una class action nei confronti della società Autostrade ma anche del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La decisione è stata comunicata oggi con una nota da Spediporto (l'associazione di categoria che riunione oltre 300 aziende del settore spedizioniero, ndr), che per voce del direttore generale Paolo Botta ha confermato le voci in merito che circolavano ormai da alcuni giorni.

Spediporto fa sapere che si procederà con un'azione civile contro Autostrade e contro il Mit, oltre a un'azione amministrativa nei confronti dell'Autorità di controllo (Concorrenza e Mercato, l’Anticorruzione e per la Regolazione Trasporti, ndr) per verificare se la società concessionaria non abbia omesso di effettuare tutti i controlli di sicurezza necessari sul viadotto che attraversava il fiume Polcevera. Infine Botta ha aggiunto che con gli altri spedizionieri intende "avviare richiesta per insinuarsi nel processo penale", magari con la costituzione come parte civile.

Quasi tutte la aziende del comparto spedizioniero stanno avendo gravi danni dal crollo del ponte, che in molti casi sono ancora quantificare. Tuttavia, lamenta Botta, "il porto sta soffrendo molto, in termini di perdita di volumi e maggiori costi". In questo caso invece i dati già ci sono e destano preoccupazione: a ottobre il volume di traffico import/export del porto di Genova è calato dell'8,1% rispetto allo stesso meso del 2017. Il dato è particolarmente negativo soprattutto per quanto riguarda l'export, in calo del 12,5% rispetto al medesimo periodo del 2017.