Potenza, la proposta del vescovo: "Riapriamo la chiesa di Elisa Claps"

La rabbia dei parenti della ragazza: "Non è questa la priorità. Ci dicano prima tutta la verità su chi ha coperto Restivo, chi sapeva del corpo di Elisa e non ha detto nulla. Tutto il resto è secondario"

Il vescovo di Potenza, mons. Salvatore Ligorio, ha proposto la riapertura della chiesa della Trinità, il luogo di culto in cui nel 2010 fu trovato il cadavere di Elisa Claps, scomparsa il 12 settembre 1993.

A dare la notizia è la Gazzetta del Mezzogiorno. In questi giorni mons. Ligorio ha affidato all’ufficio comunicazioni sociali della diocesi una breve nota in cui si precisa che sono in corso verifiche strutturali "per stabilire con esattezza gli interventi da adottare per rendere nuovamente fruibile lo storico edificio. Quanto prima sarà pronta una relazione tecnica sulla base della quale verrà decisa la calendarizzazione dei lavori". Pare sia stata risolta anche la questione economica: "I lavori - precisa la diocesi - saranno finanziati in parte con dei fondi provenienti dalla Conferenza episcopale italiana". Il vescovo sembra quindi voler recuperare la chiesa e renderla di nuovo accessibile.

Dal 17 marzo, giorno in cui il corpo di Elisa Claps fu ritrovato, la chiesa è rimasta chiusa anche dopo il dissequestro deciso a ottobre del 2014 dalla procura di Salerno, che coordina le indagini. L'inacessibilità è stata dichiarata anche per evitare che curiosi e sciacalli si recassero sul posto per vedere quella che per diciassette anni è stata la tomba della ragazza di Potenza. Stesso motivo per cui sono state messe delle impalcature intonto all'edificio. Per l'omicidio della ragazza è stato condannato a trenta anni di reclusione Danilo Restivo, già detenuto in Inghilterra per l’assassinio della sarta Heather Barnett.

La città si divide tra coloro che sono d'accordo e coloro che invece sono contrari. In un sito web ad esempio sono state raccolte oltre duemila firme per dire no alla riapertura al culto. A promuoverlo è Mimmo Leccese dell’Associazione Borgo Antico.

La famiglia Claps commenta l’annuncio della riapertura ribadendo la necessità di arrivare ad una verità piena dell’accaduto, oltre il riconoscimento dell’assassino. A parlare è il fratello di Elisa, Gildo: "La chiesa ha seppellito mia sorella sotto un castello di menzogne. Chiedevamo da 20 anni di andare in quel sottotetto, fin dal giorno della scomparsa di Elisa, quando entrai nella chiesa della Trinità e, per intuito o istinto, pensai di salire ai piani superiori dell’edificio, ma mi dissero che le porte erano chiuse e che non avevano le chiavi, e per anni nessuno ha disposto ispezioni". Gildo ribadisce quindi la contrarietà alla riapertura: "Non è questa la priorità. Ci dicano prima tutta la verità su chi ha coperto Restivo, chi sapeva del corpo di Elisa e non ha detto nulla. Tutto il resto è secondario".

Commenti

evuggio

Mar, 04/10/2016 - 17:40

Questo pontefice interviene con un tempismo da guiness e con frasi sconvolgenti (in senso lato) su tutte le questioni che riguardano gay, trans, profughi (senza distunguo) e .... categorie limitrofe, ma su queste questioni il comportamento è quello della chiesa nei secoli dei secoli....