Il pragmatismo tedesco Frau Merkel da Putin: critiche ma dialogo aperto

Riecco il solito pragmatismo merkeliano. Mentre l'Italia ha scelto di rispondere all'invito di Putin con una posizione nannimorettiana («vengo ma sto in disparte»), col ministro degli Esteri che va a Mosca ma non assiste alla sfilata sulla Piazza Rossa, Angela Merkel ha disertato la cerimonia di potenza putiniana, ma il giorno dopo si è presentata a Mosca di persona: niente parata, ma una partecipazione al più alto livello, giustificata con una semplice battuta «non possiamo chiudere il libro sulla nostra storia». Così frau Merkel ha ribadito il primato tedesco negli sforzi diplomatici per ricomporre la frattura con Mosca. La cancelliera si è potuta permettere di criticare apertamente, parlando fianco a fianco con Putin, l'invasione della Crimea, di mettere in chiaro che la tregua nell'area contesa dell'Ucraina in sostanza non c'è, ma allo stesso tempo ha sottolineato come la sua visita dimostri «che la Germania sta lavorando con la Russia, non contro la Russia».

Abilmente, la leader del governo tedesco non ha esitato a usare il terreno della Storia per trovare con Putin punti di contatto che mancano sulle scottanti questioni attuali: «La Germania porta la responsabilità per aver scatenato la guerra. Ci ricorderemo sempre di ciò, come pure del ruolo decisivo dell'Armata Rossa nella liberazione della Germania». Un piccolo capolavoro, di cinismo o di realpolitik , a seconda dei punti di vista, che ha fruttato il mantenimento di un canale preferenziale tra lei e il presidente russo. Che infatti ha concluso la conferenza stampa congiunta in modo molto dialogante: «Noi e la Germania siamo uniti nella nostra valutazione degli eventi e nelle lezioni storiche da ricavarne», ha detto riferendosi alla Seconda guerra mondiale e aggiungendo i ringraziamenti alla cancelliera «per le sincere parole di dolore per i crimini della Germania nazista e per il rispetto verso i cittadini del nostro Paese». La soluzione della partita sul Donbass è lontana, ma la Germania siede in prima fila a questo tavolo. Noi in anticamera.

Twitter: giuseppemarino_

Commenti

buri

Lun, 11/05/2015 - 17:20

una bella faccia di bronzo, dopo aver caldegiato le sanzioni, disertato la parata militare, si presenta a Mosca alla corte di Putin, lo si può chiamare pragmatismo come fa l'articoliata, per me è più semèlicemente falsità, ma da come si è mosso finora non credo che Putin si lascerà incantare