Prati, il quartiere chic della Capitale, tra stupri e omicidi

La gestione "sciatta" di una città abbandonata ha invaso anche le vie piene zeppe di studi di avvocati e notai, di boutique e di ristoranti "simbolo" del jet set della tv

Tutti lo definirebbero "un quartiere tranquillo". Eppure, chi in Prati, centro storico della Capitale, ci vive, non è più dello stesso avviso. La gestione "sciatta" di una città abbandonata a se stessa ha invaso anche le vie piene zeppe di studi di avvocati e notai, di boutique ricercate e di ristoranti frequentati dal jet set della tv.

Abitare Roma è sempre più pericoloso. Succede, però, che quando il teatro della cronaca nera è quello delle periferie, tutti quasi se lo aspettano. Anzi, sembra che non vedano l'ora di rimarcarlo: "Vabbè, ma quella è una zonaccia". Ma se lo stupro, come accaduto dieci giorni fa nel parcheggio di piazzale Clodio, accanto al Tribunale, o l'efferata uccisione di un gioielliere in via dei Gracchi, avviene in un quartiere "chic", le cose cambiano. Ci si sente più feriti, più vulnerabili. Ma Roma ormai è proprio questo: vulnerabile. E nell'anarchia generale fatta di abusivismo selvaggio, furti, degrado, aggressioni, rapine e stupri, si annulla anche la differenza tra i quartieri. Tutti uguali nell'insicurezza.

Commenti

moichiodi

Gio, 16/07/2015 - 10:42

In un quartiere chic. Se avveniva in periferia qui al giornale stavano più tranquilli....