Prato, apre un ufficio postale solo per cinesi

Il senatore Mazzoni (Forza Italia) ha presentato un'interrogazione: "Si fa discriminazione nei confronti degli italiani e delle altre etnie"

A Prato domani sarà aperto un nuovo ufficio postale interamente dedicato alla popolosa clientela cinese, con personale che sa parlare la lingua ed è in grado, così, di soddisfare la clientela orientale. L'ufficio, come scrive il Tirreno, viene chiamato "ufficio mono-etnico Prato 4". Contributo all'integrazione o forma, palese, di autoghettizzazione? La notizia non è piaciuta al senatore Riccardo Mazzoni (Forza Italia), che ha presentato un'interrogazione ai ministri competenti, quello dell'Economia e quello dell'Integrazione. "Il servizio è pensato su misura per le esigenze della comunità cinese; in totale è previsto uno spazio di 200 metri quadrati con personale cinese, scritte nella lingua orientale e un percorso studiato per venire incontro alle esigenze della clientela della Chinatown pratese; nell'invito inviato da Poste italiane la sede è definita come «il nuovo ufficio mono-etnico".

Dalle  informazioni filtrate emerge che nel nuovo ufficio ci sarà "una grande attenzione alla comunità orientale" con dipendenti cinesi, ma anche brochure e volantini scritti con idiomi in cinese. "L’idea di aprire questa nuova filiale - prosegue il senatore - segue la chiusura della sede di via Filzi dove la grande presenza di persone cinesi aveva creato diverse difficoltà costringendo Poste italiane ad adeguarsi dotando gli sportelli di traduttori; chiedo di sapere con urgenza se il ministero dell'Economia, che detiene il 100 per cento del capitale di Poste Italiane Spa e il ministero dell'Integrazione non ritengano che questa improvvida iniziativa sia discriminatoria degli utenti italiani e di tutte le altre etnie presenti nella realtà pratese e se non vada nella direzione esattamente opposta a quell'auspicato percorso di integrazione della comunità cinese, da sempre molto chiusa e restìa ad imparare la lingua italiana e ad aprirsi al confronto con la città che li ospita".

Commenti

jeanlage

Lun, 09/12/2013 - 19:52

Meno male che la ministra Kyenge non ha commentato. Ci siamo risparmiati delle idiozie.

jeanlage

Lun, 09/12/2013 - 19:52

Meno male che la ministra Kyenge non ha commentato. Ci siamo risparmiati delle idiozie.

Ettore41

Lun, 09/12/2013 - 19:55

Questa e' l'idea di integrazione che ha il governo Letta? Pensavo che integrarsi significasse imparare, in primis, la lingua italiana e non noi di dover imparare il cinese.

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mariosirio

Lun, 09/12/2013 - 20:08

che buona idea! ci vogliono anche uffici per africani, treni e marciapiedi, e lavori apposta per loro! questa sarebbe ultra customizzazione, la vera evoluzione dell'integrazione.

moshe

Lun, 09/12/2013 - 20:19

Come da tanto tempo succede, e con la gioia dei komunisti, il razzismo è nei nostri confronti!

Stepas2

Lun, 09/12/2013 - 20:25

dunque, prima l'incendio nella ditta clandestina e poi l'ufficio postale personalizzato L'Italia e' finita.

eloi

Lun, 09/12/2013 - 20:43

E' abitudine strapparsi le vesti dopo un fatto drammatico. Tra sei masi tutto nel dimenticatoio.Sospetto: Non sarà stato forse qualcuno della mafia cinese ad appiccare il fuoco per strappere dei diritti che i pratesi non hanno più. Pretenderanno anche sevizi pubblici: Treni, autobus, ospedale. Mandela ha fatto 27 anni di carcere per ottenere l'integrazione.

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hernando45

Lun, 09/12/2013 - 21:16

VIVA LA KYENGEEEEEE !!!!!! Italiani siete delle nullità!!!! Saludos

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sailor61

Lun, 09/12/2013 - 21:53

complimenti! questa sarebbe l'integrazione? vi posso garantire che in nessuna parte del mondo ho visto un ufficio pubblico ESCLUSIVAMENTE DEDICATO agli immigrati, per il solo e semplice motivo che in nessuna parte del mondo vengono considerati immigrati i clandestini! uno dei requisiti che ovunque si adotta per poter stare nel paese è la conoscenza della lingua!!! Poveri noi.

Massimo Bocci

Lun, 09/12/2013 - 21:55

In fondo son quelli che mandano i NOSTRI SOLDI all'ESTERO!!!! Della posta ne hanno bisogno non li possono mica portare a MANO.

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Runasimi

Mar, 10/12/2013 - 02:08

Chi emigrava in america doveva dimostrare dopo un certo periodo di tempo di saper parlare inglese per avere la cittadinanza. Qui da noi, siccome abbiamo una marea di trinariciuti al governo con una forte carenza di "attributi a forma di oliva", fanno esattamente il contrario. IMPARIAMO NOI LA LINGUA DEGLI STRANIERI CHE EMIGRANO NEL NOSTRO PAESE. QUESTO E' IL MONDO SOTTOSOPRA DEI TRINARICIUTI

piertrim

Mar, 10/12/2013 - 09:34

Invece di reprimere le, da sempre, invadenti illegalità cinesi, qualche mentecatto ha avuto l'ideona di rendere gli italiani stranieri in patria a spese nostre. Ora si dovranno aprire uffici pubblici per ogni etnia presente in Italia. Questa forse è l'integrazione che desidera la Kiengé non certo gli italiani.

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semovente

Mar, 10/12/2013 - 18:30

Bastava mettere il poliglotta allo sportello aperto a tutti e risolto il problema. Invece, bisogna sempre distinguere e sempre in un verso. Che katzo di paese.