Processo Bossetti, i testimoni: "Abbiamo visto due uomini discutere animatamente"

Ancora ombre sul processo Yara. Le ultime testimonianze durante il processo a carico di Massimo Bossetti aprono nuovi scenari su cosa sia successo la sera della scomparsa della ragazzina

Ancora ombre sul processo Yara. Le ultime testimonianze durante il processo a carico di Massimo Bossetti aprono nuovi scenari su cosa sia successo la sera della scomparsa di Yara. Due uomini, mai identificati, e avvistati nei pressi del luogo dove sparì Yara Gambirasio in quel maledetto 26 novembre 2010. Un nuovo dettaglio che aggiunge nuovi particolari sul caso. Il primo testimone è una vicina dei Gambirasio, Marina Abeni, che, portando a passeggio i cani, afferma di aver incrociato due uomini, che ha descritto nei particolari, e ha affermato di aver visto camminare mentre, parlando italiano, discutevano animatamente in via Rampelli, luogo della scomparsa.

Poi parla Enrico Tironi. Allora 19enne, che in un primo interrogatorio affermò di aver incrociato Yara e poi due uomini. Tironi aveva arricchito il racconto di alcuni particolari: il luogo dell'incontro, l'intersezione fra via Morlotti e via Rampinelli, e la presenza di un'auto rossa davanti l'ufficio postale. In seguito il ragazzo ha ritrattato, spiegando di non aver visto nulla, forse intimorito dalla pressione degli inquirenti. Infine c'è la deposizione di una colf di Brembate che ha dichiarato di aver visto due auto, una chiara e una rossa: dalla prima sarebbe sceso il guidatore, il quale, dopo aver tirato su il bavero della giacca, sarebbe salito sulla seconda. Ma l'orario dell'avvistamento, le 17.45, precede di troppo la sparizione di Yara. Il caso duqnue resta aperto. E i nuovi elemnti che stanno emergendo durante il processo potrebbero riservare non pochi colpi di scena.

Commenti

Raoul Pontalti

Mer, 16/09/2015 - 17:20

Certamente! E' proprio così nella Bassa bergamasca infestata dalla nebbia (e in alternativa dalle zanzare): per non perdersi nella nebbia si deve urlare e segnalare la reciproca posizione, poco importa se si sta preparando un rapimento di una minorenne e si corre il rischio urlando di richiamare l'attenzione anche delle tardone a spasso con il cagnolino, l'importante è non perdersi. Non parliamo poi del giovane visionario nonché mitomane che ogni volta che fu sentito (dagli amici, dagli inquirenti, dalle TV, dal parroco) sulla vicenda diede una versione diversa e nessuna compatibile con la realtà fisica fatta di tempi, luoghi e circostanze. Aveva imparato, da dirigente leghista in pectore, che la realtà è un'illusione e la verità troppo insipida e quindi i racconti vanno leghisticamente infarciti di balle colossali. Avanti così per la condanna del Massi!

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stock47

Mer, 16/09/2015 - 19:14

A suo tempo ci furono ben TRE testimonianze che coincidevano. Questo è l'articolo che ne parla: http://www.fanpage.it/ultime-notizie-yara-a-chi-lha-visto-parlano-i-tre-testimoni/ Visto che la Procura ha saltato bellamente tutte le possibili tracce, la difesa fa bene a metterle in rilievo, anche se credo che sia tutto tempo perso ma come dice un detto, a forza di rimestare qualcosa finisce per uscire fuori.

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sekhmet

Gio, 17/09/2015 - 08:06

Nella tragicità del fatto, è quasi divertente leggere le reiterate arringhe dell'accusa (Pontalti) e della difesa (stock47).Sempre emotiva ed ideologicamente pregiudiziale la prima, più razionale e documentata la seconda. Prima o poi il processo darà un verdetto e partiranno i commenti del post. Tutti da seguire. Sekhmet.

guerrinofe

Gio, 17/09/2015 - 11:54

Non sanno piu cosa fare ,serve un colpevole a tutti i costi per giustificare i milioni spesi nelle indagini per l'aureola di sherloch provinciali e incompetenti.