Processo Yara, le strane amnesie delle amiche

Interrogate dai legali di Bossetti dicono di non ricordare nulla della sera della scomparsa della ragazzina

Yara Gambirasio aveva delle amiche, le compagne di palestra, quelle ragazze che per ultime l'hanno vista in vita prima che scomparisse inghiottita nella nebbia bergamasca. Le ragazza adesso sfilano al processo. Gli avvocati di Bossetti provano a metterle sotto torchio: ogni dettaglio in questa fase del processo potrebbe essere determinante. Di fatto le voci e i ricordi di quella sera da parte delle amiche e delle compagne di Yara sono rimasti nel vuoto. Un'amnesia particolare che pare abbia colpito tutte le amiche della palestra frequentata dalla ragazzina di Brembate. Non ricordano nulla. E così, come ricorda Luca Telese su Libero, rispondono a denti stretti alle domande degli avvocati durante il processo. "Sa che cosa c’è? Non so cosa risponderle: non mi ricordo", afferma Silvia Sbrena. Gli avvocati la incalzano: "Ricorda di essersi scambiata un messaggio con suo fratello, alle 18.35?". Risposta: "No". Altro quesito: "E ricorda di averlo cancellato subito dopo?".

E lei: "No, non ricordo". "Ma non è strano che sia lei che suo fratello abbiate entrambi cancellato solo quello?", chiede l'avvocato. Risposta: "Sì, forse. Ma se io non ricordo…". Le chiedono: "Ricorda di aver visto Yara, seduta in palestra?". "Se l’ho detto doveva essere così". Ancora gli avvocati: "Ma si ricorda almeno di aver detto di aver ricevuto delle avances in palestra?". "No, non ricordo". Salvagni, l'avvocato di Bossetti punge la ragazza: "Ma come può aver dimenticato? Le leggo la sua deposizione!". E allora lei: "Ah, sì, adesso che me lo dice, mi ricordo". Si ricorda di aver pianto, a casa, la sera della scomparsa, come ha raccontato suo padre? "No, non ricordo. Ma se lui l’ha detto è possibile". Insomma le amiche di Yara si celano dietro i "non ricordo" e fanno lievitare la temeratura del collegio difensivo. Silvia è l’unica persona, oltre a Massimo Bossetti, ad aver lasciato il suo Dna sui vestiti di Yara. Poi è il turno di Martina Dolci. "Ricorda di aver ricevuto il messaggio di Yara?". E alllora anche lei ripete il ritornello: "No, non ricordo". "Ricorda se Yara aveva degli amori, se parlava di ragazzi?", insiste l'avvocato. E lei: "Veramente noi parlavamo poco di cose private, solo di ginnastica". L’avvocato è incredulo: "Ma non eravate amiche per la pelle?". E lei: "I nostri rapporti dipendevano soparattuto dalla ginnastica". Insomma a quanto pare le amiche si trincerano dietro il silenzio. Una strategia che lascia parecchi dubbi su quella sera. Ma i legali di Bossetti di certo non molleranno la presa sulle ragazze.

Commenti
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stock47

Lun, 14/09/2015 - 11:30

La difesa si dovrebbe assestare solo sulle accuse della Procura, fare delle investigazioni in Tribunale potrebbe rivelarsi inutile anche se l'obiettivo potrebbe essere quello giusto. Sono passati quasi 5 anni, hanno avuto tutto il tempo per digerire i fatti e i loro dubbi interni, gli basta appellarsi ai "non ricordo" per rendere vana la fatica della difesa, che non ha mezzi di pressione come la Procura. Difficilmente riuscirà a rompere il muro di omertà, temo che sia tempo e fatica sprecati, senza contare che rischiano di distrarre inutilmente l'attenzione dei giudici sul vero problema, quello che riguarda Bossetti e le accuse contro di lui. E' quello il muro che devono sfondare.

pgbassan

Lun, 14/09/2015 - 13:37

Non si ricordano nulla di quella sera? Ma non è per niente credibile.

Raoul Pontalti

Lun, 14/09/2015 - 16:18

Non si tratta affatto di strane amnesie. Quella sera salutarono distrattamente una ragazzina che non stava facendo esercizi con loro e sui quali esse erano concentrate. Saputo poi della scomparsa hanno memorizzato quel poco che di cui erano sicure: di aver visto Yara, di averla salutata, di averla (non tutte) vista uscire. Impossibile quasi cinque anni dopo ricordare particolari su cui non avevano focalizzato l'attenzione anche se ritenuti importanti dagli avvocati della difesa. Senza contare che dinanzi ad avvocati indisponenti che incalzano sciorinando verbali e rilevando inesattezze o incongruenze la miglior risposta è non ricordo.