La prof discriminata perché "gay". Giudice condanna la scuola

L'istituto cattolico colpevole. "Le scelte di orientamento non c'entrano col progetto educativo"

È la prima volta che la magistratura emette una sentenza di questo tipo. È per questo destinata a fare notizia la decisione del Giudice del lavoro di Rovereto, che ha condannato una scuola paritaria cattolica, colpevole di avere discriminato un'insegnante per il suo orientamento sessuale, perché ritenuta gay.

Al centro del caso il Figlie del Sacro Cuore di Gesù di Trento, che a un membro del corpo docente deve ora 25mla euro in danni patrimoniali e non patrimoniali, mentre 1.500 ne deve alla Cgil trentina e all'Associazione radicale Certi diritti per "condotta discriminatoria" nei confronti di una insegnante.

"La presunta omosessualità dell’insegnante nulla aveva a che vedere con la sua adesione o meno al progetto educativo della scuola", sostiene la sentenza e "ogni lavoratore potenzialmente interessato all’assunzione presso l’Istituto" è colpito dall'atteggiamento della scuola.

L'insegnante - il caso è riportato dal Corriere della Sera - ha chiesto di rimanere anonima per questioni di privacy. Il suo legale esulta, sostenendo che "questa decisione fissa un punto chiaro: i datori di lavoro di ispirazione religiosa o filosofica non possono sottoporre i propri lavoratori a interrogatori sulla loro vita privata o discriminarli per le loro scelte di vita".

Commenti
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Giano

Gio, 23/06/2016 - 14:00

Credo che una scuola "privata" abbia tutto il diritto di scegliere insegnanti che siano in linea con i principi etici dell'istituto. Così come qualunque imprenditore privato abbia il diritto di scegliere i propri dipendenti secondo propri criteri di giudizio. Solo una scellerata ideologia ugualitaria può negare questo diritto sacrosanto. Le norme che perseguono i casi di vera o presunta discriminazione sono in netto ed aperto contrasto con la libertà di scelta individuale. Ma la costante ed assillante propaganda contro le discriminazioni di ogni genere (sessuali, religiose, etniche) hanno ormai fatto passare come scontato il principio che in questi casi la libera volontà dell'individuo non è accettabile; anzi, è perseguibile per legge, con pesanti sanzioni o condanne (vedi legge Mancino). Un obbrobrio giuridico in nome dell'uguaglianza di cui non abbiamo ancora valutato bene le devastanti conseguenze.

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semperfideis

Gio, 23/06/2016 - 14:47

Bene sarà il caso che questi istituti di ordine religioso si facciano carico di far approvare agli insegnanti un contratto dove si evince che non si è omosessuali.....Visto che i sindacati ci marciano x guadagnare e che come al solito la magistratura Sdemocratica s mette di traverso (vedi adozioni irresponsabili)....che vadano a vedere nelle scuole di origine mussulmana se può insegnare....nn credo...Vero ???

Beaufou

Gio, 23/06/2016 - 15:24

Sono perfettamente d'accordo con lei, Giano, anche per quanto riguarda la legge Mancino.

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liberopensiero77

Gio, 23/06/2016 - 15:46

@Giano. Art. 3 della Costituzione italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

AG485151

Gio, 23/06/2016 - 15:59

Se non l'avevano ancora assunta non si vede il problema.La selezione è così. Se l'hanno scartata motivando in quel modo hanno torto. Se l'avevano assunta e licenziata in periodo di prova non si vede il problema.Se l'avevano assunta a tempo indeterminato devono pagare.

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semperfideis

Gio, 23/06/2016 - 16:26

concordo 

123214

Gio, 23/06/2016 - 16:30

@ condivido

123214

Gio, 23/06/2016 - 16:30

@ giano condivido

Libertà75

Gio, 23/06/2016 - 16:47

Lessi abbastanza di questo caso, e possiamo dire che la magistratura ha voluto aiutare le lobbygay anziché la giustizia. Non era l'unica insegnante a cui non fu rinnovato il contratto, ma era l'unica ad essersi sentita perseguitata per il suo orientamento sessuale. Tra il resto, un istituto cattolico può far valore il suo essere organizzazione di tendenza, ossia in una scuola cristiana è legittima licenziare il docente che si dichiara ateo.

Totonno58

Gio, 23/06/2016 - 16:49

OTTIMO!:)

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Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

Tobi

Ven, 24/06/2016 - 08:18

questa è una delle solite prepotenze delle lobby gay. Leggete come sono andate le cose qui: Il giudice plana sulla libertà di educazione: scuola condannata per licenziamento "gay" mai avvenuto - http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-giudice-plana-sulla-liberta-di-educazione-scuolacondannata-per-licenziamento-gay-mai-avvenuto-16577.htm -

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mario_caio

Ven, 24/06/2016 - 08:24

Ma il caso Taormina non ha insegnato nulla? A lui toccò la stessa sorte, condanna per aver dichiarato che nel suo studio non avrebbe mai assunto un omosex. Fatevi furbi. Una volta accertata la tendenza della persona, salutatela con un cortese..."le faremo sapere".