La profezia (inascoltata) di Einstein: "Cosa arriverà tra poco..."

In una lettera del 1922 Einstein scriveva alla sorella Maya: "Qui si stanno preparando tempi bui, politicamente ed economicamente. Io me ne vado"

Parole inascoltate. Parole che pesano come macigni. Era l'agosto del 1922 e il nazionalsocialismo non esisteva ancora. Ma Albert Einstein aveva già compreso quello che di lì a poco sarebbe avvenuto. In una lettera, fino ad oggi inedita, scriveva infatti alla sorella Maya: "Qui si stanno preparando tempi bui, politicamente ed economicamente, ed io sono felice di andarmene via da tutto per un anno e mezzo". E ancora: "Nessuno sa dove mi trovo e pensano che io sia scomparso... Sto abbastanza bene, nonostante gli antisemiti tra i colleghi tedeschi".

La lettera, come riporta Repubblica, "fu scritta dopo l'assassinio da parte di nazionalisti tedeschi del ministro degli esteri Walter Rathenau, ebreo come Einstein, e dopo che la polizia aveva avvisato lo scienziato che, come amico di Rathenau, anche lui era in grave pericolo".

Per oltre 90 anni non si è saputo nulla di questa lettera. Ma ora la casa Kedem ha annunciato la sua esistenza e il manoscritto verrà venduto all'asta la prossima settimana a 12mila dollari. Un pezzo di storia fondamentale. Che mostra la lungimiranza del premio Nobel.

Commenti

nova

Sab, 10/11/2018 - 14:42

Tutti conoscevano l'italiano in casa tanto che il padre di Einstein è sepolto nel cimitero monumentale di Milano. La formula E=mc2 fu elaborata dall'ing. Olinto DePretto, comproprietario a Schio della joint-venture italo-svizzera DePretto & Escher Wyss esistente ancor oggi per produrre turbine a gas ed idrauliche. La formula E=mc2 apparve in una rivista tecnica del Veneto nel 1905 e l'autore ne era l'ing. DePretto che nel 1921, anno del Nobel a Einstein, fu accoltellato a morte da una donna.