Prostituta col pancione: i clienti pagano il triplo per una prestazione

Una giovanissima prostituta rumena incinta di sette mesi costretta a prostituirsi

È una storia di degrado estremo quella raccontata oggi dal Corriere della Sera. La storia di una prostituta romena costretta a prostituirsi nonostante sia incinta di sette mesi. I clienti non solo non si fanno problemi, ma addirittura si mettono in fila per avere le prestazioni di questa giovanissima ragazza. Alcuni arrivano addirittuta a pagarla il doppio se non il triplo pur di passare un po' di tempo con lei.

Il pancione è ormai evidente. Eppure la prostituta, di cui non sono state rivelate le generalità, si prostituisce tutte le sere della settimana, fino quasi all’alba. A costringerla, nonostante la gravidanza in stato avanzato, sono i "protettori" che, quando la giovane si rifiuta di andare a lavorare, la riempiono di botte. "Per loro è una miniera d’oro – spiega al Corriere della Sera suor Eugenia Bonetti, presidente dell’associazione Slaves no more – visto che, proprio grazie al suo stato interessante, li fa guadagnare due o tre volte la tariffa ordinaria". Come denuncia suor Eugenia Bonetti, la giovane prostituta è considerata "una attrazione da sfruttare finché dura, fino a che non sarà in grado di soddisfare le aberranti fantasie: una mamma, poco più che bambina, senza preservativo". Quelle a cui la prostituta al settimo mese di gravidanza è infatti sottoposta sono "prestazioni non protette" che rischiano di infettare anche il bimbo che porta in grembo.

Commenti

buri

Mer, 18/03/2015 - 10:58

E' semplicemente vergognoso, sia lo o gli sfruttatori sia i "clienti" sono delle bestie, non si meritano di essere compresi nella razza umana, oppure sono l'indice di un regresso culturale e morale dell'umanità

vince50

Mer, 18/03/2015 - 16:16

Proprio a causa di questo il sesso che dovrebbe essere un atto volutamente condiviso,diventa maledettamente sporco.

Ritratto di semovente

semovente

Mer, 18/03/2015 - 17:17

Bene, la suora conosce la prostituta, va dai carabinieri che in borghese si presentano dalla giovane simulando la richiesta di prestazione sessuale, la caricano in macchina, la portano nella stazione dei carabinieri e la consegnano ad una struttura protetta. Se la giovane non accetta significa che è consenziente e gradisce svolgere il mestiere e naturalmente rilasciata. A me sembra la soluzione.

Maver

Mer, 18/03/2015 - 18:00

Non ho mai amato i puritani e tutti coloro che si sentono in dovere di ergersi a moralisti e censori perché ho sempre pensato che le debolezze umane toccano tutti noi in modi diversi. Unica eccezione per coloro che non hanno rispetto dell'infanzia, (nella sua evidente fragilità ed innocenza), per quei mostri non riesco a provare pietà e l'indignazione rischia di trasformarsi in odio furioso. Si mettano al muro subito, senza appello, queste bestie non hanno diritto di far parte del consorzio umano.

Maver

Mer, 18/03/2015 - 18:05

@ semovente lei dev'essere fuori di testa. C'è una vittima innocente in grembo a questa povera disgraziata, a lei chi ci pensa. Non mi faccia inc..re.

Ritratto di semovente

semovente

Gio, 19/03/2015 - 12:59

@Maver,le rispondo solo per non lasciare in sospeso il discorso. La mia soluzione che lei in maniera per nulla illuminata e senza senso contesta, prevede, utilizzando l'organo di polizia più serio di questo paese, quanto segue: 1 togliere dalla strada una donna incinta che viene costretta a prostituirsi (lo dice la suora che quindi conosce perfettamente la persona); 2 trasferire la donna in una struttura protetta lontana dagli sfruttatori e dagli sconsiderati utenti; 3 l'arresto dei predetti delinquenti ed anche degli utenti. Dico anche che potrebbe essere che la donna sia consapevole e consenziente (fatto gravissimo) e quindi da punire. Pertanto, sempre in virtù del suo commento arbitrario nel definirmi, se c'è qualcuno che è fuori di testa quello è lei. Se c'è qualcuno che potrebbe fare incazzare quello è lei che parla astrattamente, facendo finta di essere scandalizzato dal fatto in discussione e che comunque rimane alla finestra a guardare senza proporre soluzioni.