Protezione civile, si dimette Curcio: "Motivi personali"

Fabrizio Curcio lascia l’incarico di capo della Protezione civile e il premier Gentiloni nomina il suo vice Borrelli alla guida del dipartimento

Lascia il proprio incarico Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione civile. Lo ha comunicato lui stesso in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Per "motivi strettamente personali" Curcio ha chiesto al capo del governo di essere sollevato dall’incarico. Gentiloni ha ringraziato Curcio per il lavoro svolto in questi anni, "con una dedizione, una passione, una energia e una competenza straordinarie". Il premier ha quindi indicato in Angelo Borrelli, vice di Curcio, il nuovo capo della Protezione Civile. A Borrelli vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte del Presidente del Consiglio per le sfide e le responsabilità che lo attendono.

Laureato in Ingegneria, Curcio ha conseguito un master sulla Protezione Civile Europea e uno sulla Sicurezza e Protezione. Come funzionario dei Vigili del fuoco ha affrontato l’emergenza terremoto di Umbria e Marche del 1997 ed è stato coordinatore provinciale dei vigili del fuoco durante il Giubileo del 2000. Nel 2007 l'ingresso nella Protezione Civile, come responsabile della segreteria del Capo del Dipartimento, fino alla nomina a capo dell'Ufficio Gestione delle emergenze: tra queste il terremoto dell'Aquila del 2009 e quello in Emilia-Romagna del 2012, e la rimozione della Costa Concordia. Dal 2015 era alla guida della Protezione Civile.

Commenti

roberto010203

Mar, 08/08/2017 - 16:06

Mi permetto di dissentire dall'affidare compiti tanto importanti a ex-BR. E' vero che erano ben organizzati e efficienti, ma hanno anche commesso dei reati piuttosto gravi.

Ritratto di Cobra31

Cobra31

Mar, 08/08/2017 - 16:23

ex BR? Renato Curcio era br.

celuk

Mar, 08/08/2017 - 16:51

certo dopo Bertolaso, Gabrielli e Curcio sono sati delle nullità. (si può dire oppure anche questo è vietato?)

MOSTARDELLIS

Mer, 09/08/2017 - 01:36

Era ora che se ne andasse questo buono a nulla.