Province, l'allarme della Cgil: "Da giugno a rischio stipendi"

Secondo il sindacato "in molte province non ci saranno più i soldi per pagare i dipendenti pubblici"

"C’è il forte rischio che da giugno i dipendenti delle province non prendano più lo stipendio, visti i tagli della legge di Stabilità e i ritardi, lo stallo, nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Delrio". Michele Gentile responsabile Settori Pubblici della Cgil lancia l'allarme. Secondo il sindacato "in molte province non ci saranno più i soldi per pagare i dipendenti pubblici e nel frattempo non si è provveduto a ricollocare gli esuberi" derivanti dal superamento previsto dalla riforma Delrio. "Un’operazione - aggiunge - che doveva partire a inizio anno e che è invece bloccata".

La Cgil accusa il governo Renzi: "Questa situazione è dovuta all’inerzia del governo, le lentezze delle regioni e i tagli della legge di stabilità 2015". Tutto ciò, spiega, "mentre si fanno sentire gli effetti dei tagli sulle risorse destinate alle Province. Effetti spaventosi". Il sindacalista della Cgil riepiloga così la sforbiciata: "un miliardo per il 2015, due miliardi per il 2016 e tre miliardi per il 2017". Ma all'allarme della Cgil risponde la Madia: "Infondato. Nessuno perderà lo stipendio e il lavoro".

Commenti

att

Sab, 09/05/2015 - 17:38

perché la prossima settimana 28 dei miei colleghi (siamo in tutto 142 a lavorare in un azienda privata di proprietà americana) saranno licenziati (1 anno di mobilità, poi nulla) ed è normale (dov'è la cgil!??) mentre i dipendenti delle provincie, che sono state abolite (!) vano ancora pagati anche se il lavoro non ce l'hanno più!!???.... LICENZIATELI!!!... come tutti quei milioni che sono stati licenziati nel privato in questi anni, un sacrificio può farlo anche il pubblico!... soprattutto perché il privato si guadagna i stipendi, il pubblico NO! è mantenuto da tutta l'Italia, compresa quella parte che è stata licenziata....

Maria Rosa

Sab, 09/05/2015 - 17:42

e chi se ne frega!!!!

Ritratto di wilegio

wilegio

Sab, 09/05/2015 - 17:54

Scusate, ma... i dipendenti delle province (abolite per finta) non dovevano essere smistati in altri enti come regioni o simili? Avevo capito male io? Se dobbiamo pagare ancora gli stipendi ai dipendenti delle province, qualcuno mi sa spiegare a cosa è servito abolirle?

marvit

Sab, 09/05/2015 - 18:12

BENISSIMO !!!!!!!!!! Caro il nostro sindacalista la crisi la devono pagare tutti incominciando proprio da voi dell'apparato mangia soldi. Ma come sempre,in questi casi,arrivate tardivamente ed ultimi perchè siete i più scafati ed ammanigliati nella protezzione dei vostri interessi di bottega

Pitocco

Sab, 09/05/2015 - 18:42

Ma che bella notizia! Chissà se vedremo qualche parassita che si impicca per mancanza di denaro con cui sfamare la sua famiglia e pagare le tasse, chissà!!!

giovaneitalia

Sab, 09/05/2015 - 19:32

Ma quale allarme...mandateli a lavorare quei pelandroni. Chiudete queste Province come paventato e finitela di strozzare i poveri cittadini.

rossono

Sab, 09/05/2015 - 20:28

non si possono pagare gli stipendi? Questa frase non mi e nuova, in questi 4 anni perche ci hanno massacrato i compagni di tasse?

eternoamore

Sab, 09/05/2015 - 21:10

LE PROVINCE DEVONO ESSERE ABOLITE DA SUBITO. TANTO CI SONO LE REGOONI. I DIPENDENTI PUBBLICI A CASA.

Tuvok

Sab, 09/05/2015 - 21:42

I sindacati, se vogliono proprio fare qualcosa mettano mano al portafogli e paghino gli stipendi di tasca loro.

Scricciolo

Sab, 09/05/2015 - 21:45

Ci sono un sacco di precari nella pubblica amministrazione li lasciamo a casa e ci mettiamo i dipendenti delle provincie. D'altronde il caro Renzi non puó pensare di prendere il voto di tutti. Salvo che non decida di aumentare le tasse a tutti per accontentarli e allora perderà il voto di quelli a cui aumenterà le tasse. Quindi la soluzione giusta è aumentare le tasse a quelli che non votano Renzi.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Sab, 09/05/2015 - 23:36

Qualsiasi notizia provenga dalla CGIL è priva di fondamento. La loro capacità di ragionamento È FERMA ALLO SCORSO MILLENNIO, perciò inadeguata ad interpretare il presente.