Quei velieri dei narcos che solcavano l'oceano. ​34 arresti in Calabria

Un uomo delle Farc gestiva i rapporti con la 'ndrangheta. Basi e raffinerie nel fitto della foresta amazzonica

Un sequestro di beni che valgono cinque milioni di euro, tra beni immobili, quote di società, ditte e beni mobili di lusso e 34 arresti nell'operazione scattata a Reggio Calabria, che ha permesso di bloccare un carico di cocaina da quattro tonnellate, grazie alla collaborazione della Dea statunitense e della Guardia civil spagnola.

Un'operazione che conclude un lungo lavoro d'indagine, scattato quando, nella notta tra il 25 e il 26 agosto dello scorso anno, le navi della marina spagnola, con l'aiuto di un elicottero portoghese, avevano abbordato un veliero nella cui stiva si trovavano 856 chili di cocaina.

Erano le navi a vela a trasportare il carico di stupefacenti dalla Colombia. Altri 725 chili si trovavano su un veliero che è stato abbordato al largo delle Canarie all'inizio dell'anno.

A gestire il traffico era un narcotrafficante che collaborava con la 'ndrangheta calabrese e che è un esponente di spicco delle Farc colombiane. Gli esponenti dell'organizzazione calabrese e persone a loro collegate avavano base in Brasile, Argentina, Repubblica Dominicana, Colombia, Spagna e Montenegro.

Ancora in libertà il narcotrafficante colombiano che gestiva i rapporti tra le organizzazioni. Anche gli americani sono molto interessati a fermarlo e hanno messo in campo persino i Navy Seals, ma l'operazione non sarà semplice. Le basi operative e le raffinerie di cui si serve, un apparato dotato di un imponente sistema di sicurezza, sono celate dal fitto della foresta amazzonica.