Quelle ombre giudiziarie sulla coop del Cona

Bilanci che non sarebbero in regola, presunti maltrattamenti e parentopoli. Ecco cosa non andrebbe sulla coop veneta

I vertici della Coop Edeco, ex Ecofficine, che gestisce il centro d’accoglienza di Cona, dove ieri è morta un’ivoriana, sarebbero stati messi sotto inchiesta per truffa aggravata e falso dalla Procura di Padova.

Le indagini che coinvolgerebbero la cooperativa

La Coop Edeco, ex Ecofficine, si occupa dei 1360 migranti ospitati nella ex caserma militare Silvestri di Conetta di Cona in provincia di Venezia, ma gestisce anche altre importanti strutture dedite all'accoglienza (Bagnoli in provincia di Padova, Oderzo a Treviso e l'ex Prandina di Padova, ora chiusa). In soldoni, la cooperativa avrebbe un fatturato che supera i dieci milioni di euro. Secondo il Mattino di Padova, il primo bilancio, quello del 2011, è di appena 114 mila euro. Due anni dopo supera il milione, per salire poi a 2 milioni e 369 mila euro nel 2014, mentre nel 2015 supera i 10 milioni, con un utile di 441 mila euro. In autunno Confcooperative ha, per giunta, sospeso Edeco perché rea di fare “troppo business”.

Il Corriere del Veneto ricostruisce le origini della coop che sarebbe nata grazie alle quote di Padova Tre, la società che nella zona si occupa di rifiuti, ma, poi avrebbe cambiato nome in Ecofficina Educational e nel 2011 si sarebbe data al business dell’accoglienza. La cooperativa, secondo il Mattino di Padova, si sarebbe fatta notare anche per fenomeni di Parentopoli. A Padova Tre lavorano o hanno lavorato anche Francesca Degani, sorella di Barbara, ex presidente della provincia e sottosegretario all’Ambiente con il Nuovo Centrodestra, ed Emiliano Manzato, figlio di Sergio, ex deputato dei Ds e sindaco di Stanghella. Ma non solo: anche mogli, figli e cognate di assessori, vicesindaci, consiglieri comunali di destra, sinistra e centro.

La fusione tra Padova Tre e Ecofficina, infatti, si sarebbe conclusa nel 2014 quando la coop diventa autonoma, ma i legami tra le due società sono finiti al centro di un’inchiesta della procura di Padova per un buco di bilancio da 30 milioni di euro. Nel novembre scorso gli uomini della guardia di finanza avrebbero persino perquisito gli uffici di Ecofficine per un sospetto scambio di denaro tra le casse della coop e quelle della società di raccolta rifiuti.

Le denunce sui maltrattamenti dei deputati di Si e FdI

Nell’aprile del 2016, poi, i carabinieri avrebbero perquisito la sede di Ecofficine nell’ambito di un’indagine per presunti maltrattamenti. Il Fatto Quotidiano ricorda che Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Italiana, aveva denunciato proprio questi soprusi in un’interrogazione parlamentare. Stessa cosa aveva fatto anche il deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli che, insieme al collega Walter Rizzetto, aveva fatto un sopralluogo nei due centri e ne avevano chiesto la chiusura a causa del sovraffollamente e delle scarse condizioni igieniche.“Le due strutture hanno un fortissimo impatto sociale sul territorio. Basti considerare che a Conetta, il Cpa conta 2000 migranti a fronte di 190 residenti, a pochi chilometri di distanza, a Bagnoli di Sopra un altro centro ospita altri 1000 migranti. Questo territorio con tre Comuni - Bagnoli di Sopra, Agna che sta al centro e Cona - è stato beffardamente ribattezzato il Distretto del Profugo. Purtroppo siamo rimasti inascoltati e come spesso accade le tragedie non tardano ad arrivare, ma la responsabilità è ancora una volta lampante”, denuncia Rampelli.