Un quintale di coca nascosto tra la carta: ​sequestro a Gioia Tauro

La droga, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato 23 milioni di euro

Oltre 115 chili di cocaina pura sono stati sequestrati al porto di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. La droga era nascosta in un container, proveniente da Sant'Antonio in Cile e diretto a Livorno, che trasportava bobine di carta. Tra le bobine, i finanzieri hanno trovato tre borsoni, contenenti più di un quintale di cocaina, divisa in 100 panetti. La droga sarebbe poi stata tagliata e immessa sul mercato a un prezzo tra i 50 e i 100 euro al grammo, così da fruttare almeno 23 milioni di euro alle organizzazioni criminali che fanno capo alla 'Ndrangheta.

La guardia di finanza di Reggio Calabria ha sottolineato l'impegno nella lotta al traffico di droga, ricordando che nel 2017, allo scalo di Gioia Tauro, sono state sequestrate complessivamente circa due tonnellate di cocaina, pari a circa l'80 per cento del totale nazionale. Il Giornale aveva dato notizia, tra gli altri, del maxisequestro del 6 febbraio, quando erano stati scoperti 55 chili di cocaina, e di quello del 5 maggio, quando era stata sequestrata droga per 5 milioni di euro.

I finanzieri, in una nota, ribadiscono la tesi resa nota dal presidente della Commissione antimafia Nicola Morra, secondo cui le organizzazioni 'ndraghetiste avrebbero "delocalizzato l'arrivo di sostanze stupefacenti dal porto di Gioia Tauro verso i porti di Rotterdam e Anversa che vengono preferiti perché i loro sistemi di controllo sono più blandi". Sarebbe questa la direzione presa dalle organizzazioni criminali nel 2018, così da riuscire a individuare nuovi porti, per gestire il traffico di droga proveniente dal Sudamerica.