Parità di genere? Nelle tangenti è già una realtà

Le «ciliegie smozzicate» non le voleva più. Qualcuno, un uomo presumibilmente, deve averle insegnato l'ambizione. E l'ambizione poi, è difficile rivolgerla in una direzione in cui non c'è niente da ottenere. Perciò solo «ciliegie definitive» per Antonella Accroglianò, 55 anni, introversa, impalpabile, dimenticabile, la donna che ci ha insegnato (se ancora ce ne fosse bisogno) che noi donne siamo uomini.

E non ce lo ha insegnato con i capelli corti (anche se ossessivamente curati e vezzosamente accuditi dal parrucchiere delle dive tv). Non ce lo ha insegnato nemmeno con un aspetto color flanella e un abbigliamento sotto traccia (interrotto solo da qualche «liberatoria», vanitosa incursione nella boutique Bulgari). Ce lo ha spiegato diventando il boss del giro di tangenti Anas. Trasformandosi nella «dama nera» dei diecimila euro allungati sottobanco, diventando il «capo e promotore indiscusso, il leader che manovra le pedine», secondo la Procura, del sistema di mazzette Anas.

Antonella smantella le ragioni di decenni di lotta, di concetti e di preconcetti, Antonella sotterra l'otto marzo appena trascorso e soffoca anche quei chili di maleodoranti mimose che pure sono il simbolo di una causa evidentemente ormai appassita. Antonella rosicchia i muri di un altro quartiere invalicabile per le signore: quello delle tangenti. Roccaforte perfida, sporca e maschia. Un tempo perfino per i lavori ufficiali esisteva una regola impietosa e sessista: se una professione si allarga troppo, e apre troppo alle donne, significa che gli stipendi si abbassano e che quel mestiere è, di fatto, finito. È successo con i medici, gli avvocati, i notai, i giornalisti... E a resistere sono rimasti pochi ambiti, come la finanza o le professioni legate alla Silicon Valley. Antonella ha fatto di più. Si è conquistata il lato oscuro. Confutando, azzerando, umiliando anche una serie di studi di genere e la suggestione da essi generata, secondo cui, là dove ci sono donne, c'è meno corruzione.

Ha sfasciato tutto la signora che teorizza che «chi cresce si porta gli altri dietro, chi ha cercato di viaggiare da solo poi lo hanno azzoppato». E nessuno può sapere quanto rumore fa una certezza che si rompe. Più testosterone che rimmel, Antonella. Ed è sempre la dose che fa il veleno. Il suo lo ha sciolto con pazienza nelle mazzette. Scalando posizioni, esercitandosi sui silenzi, spostando la pazienza un po' più in là ogni volta che è stato necessario, aspettando, tramando, dando strada e prendendosela, facendo, se necessario, dondolare whisky torbato nel bicchiere assieme al suo aroma da incendio spento. Dimostrando che gli opportunisti, prima o poi, sul palco arrivano tutti. Anche quelli che una volta erano donne.