Il racconto choc di Lucia: "Il mio ex è libero e vuole uccidermi"

La donna ormai è rassegnata: "Non so quanti giorni mi restano, se qualche ora o qualche mese. Aspetto come una malata terminale"

Lucia Panigalli ha rischiato di morire per ben due volte. L'intenzione di toglierle la vita è stata del suo ex Mauro Fabbri, un imprenditore agricolo che non ha accettato la fine della relazione e dunque ha agito con violenza: "Mi ha braccato. 'Ti uccido, ti uccido' sussurrava. Aveva delle pupille enormi. Era una belva. Mi ha trascinato nel buio. Mi ha preso per i capelli, picchiava la mia testa sul selciato. Io non mi decidevo a svenire, ricordo dei calci sul cranio con le scarpe da lavoro con la punta di ferro e poi si è messo sopra di me con il coltello". L'uomo si era presentato sotto casa con passamontagna, guanti di lattice e coltello: "Colpiva alla cieca, mentre mi dimenavo, cercavo di difendermi. Mi ha fatto uno sbrego dal sopracciglio sinistro. Ho sentito la lama in bocca. Per fortuna, nella lotta gli avevo tolto il passamontagna".

Quei permessi premio...

Dalle intercettazioni ambientali pare inoltre che il suo ex abbia pagato un sicario per portare a termine l'omicidio al suo posto: sono stati offerti 25mila euro, un trattore e un'auto a Radev Stanyo Dobrev, compagno di cella bulgaro. E sarebbero state pronunciate frasi orribili: "Io spero che lo facciano proprio bene, bene che non si trova proprio più".

La condanna a otto anni di carcere per tentato omicidio - dopo cinque processi - è stata accorciata grazie a permessi premio per buona condotta. Nella sentenza si legge che dal secondo tentato omicidio è stato prosciolto poiché "il fatto è stato ricondotto non già nella figura del tentato omicidio, bensì del quasi delitto".

Allarmi, telecamere e carabinieri di scorta: la vita di Lucia è un vero incubo. La donna è ormai rassegnata: "Non so quanti giorni mi restano, se qualche ora o qualche mese. Aspetto come una malata terminale. Mi manca il futuro, vivo senza la possibilità di condividere il tempo con gli altri esseri umani". E ovviamente anche lo stile della quotidianità è cambiato: "Giro con lo spray al peperoncino attaccato al collo, esco con gli occhiali scuri per paura che mi venga lanciato addosso dell’acido. Ogni volta che vado da qualche parte devo chiamare con un’ora di anticipo i carabinieri. Loro mi seguono sempre, per quanto gli è possibile. Voglio ringraziarli con tutto il cuore per ciò che stanno facendo".

Commenti

Capellonero

Ven, 13/09/2019 - 11:18

Un altro funerale annunciato!!!! W l'Italia!.