Rai, la riforma voluta da Renzi: ecco cosa accadrà al canone

Entro marzo viale Mazzini sarà rivoluzionata. E la tassa più odiata dagli italiani è la parte più a rischio della riforma

Il mantra di questi ultimi giorni, in casa Rai, è uno solo: mancano pochi giorni al 28 febbraio, termine entro il quale è possibile pagare in ritardo il canone Rai andando incontro a una sanzione ridotta. Una frase che viene ripetuta in ogni dove: dal telegionare, ai programmi di prima serata. E, addirittura, durante le serate del Festival di Sanremo.

Ed è un periodo molto caldo per la televisione di Stato. Soprattutto dopo l'annuncio del premier Matteo Renzi che entro marzo rivoluzionerà "l'industria culturale del Paese". Una riforma temuta, per modalità e tempistiche, ed anche molto dibattuta e contrastata. Una "rivoluzione", quella renziana, che promette grandi modifiche. Ovviamente, anche quella del canone, già che il presidente del Consiglio non potrebbe mai rinunciare alla soddisfazione di essere ricordato come colui che ha dimezzato la tassa più odiata dagli italiani: il canone.

Ed è la parte della riforma più a rischio. "Potrebbe diventare pericoloso il mettere troppa carne al fuoco", spiega chi ci sta lavorando da mesi. Il progetto avanzato qualche tempo fa è stato ritirato per l'opposizione di una larga parte del Pd. L'obiettivo è sempre lo stesso: far pagare il canone a seconda del reddito, sperando di dare una sterzata alla crescente evasione fiscale. Ma nulla è ancora certo. Fino al prossimo anno, infatti, tutto rimarrà come è ora, la modifica dell'importo potrebbe essere inserita nella legge di stabilità, per esempio, ed entrare comunque in vigore a partire dal 2016.

Commenti

buri

Mar, 24/02/2015 - 10:33

Ancora una volta Ewnzi dimostra la sua ignoranza e superficialità, si legga la legge che regolamenta la RAI prima di parlarek forse cosè saprò che non può fare quello che vuole ignorando le disposizioni di legge