La rampa "handicappati" che indigna Bologna

"Rampa Handicappati". In via Aldo Moro, a Bologna, fa capolino la seguente scritta segnaletica per indicare, per l'appunto, una rampa per le persone con disabilità

"Rampa Handicappati". In via Aldo Moro, a Bologna, fa capolino la seguente scritta segnaletica per indicare, per l'appunto, una rampa per le persone con disabilità. Il tutto succede tra i palazzi della Regione, a due passi dalle Torri e a ridosso della sede dell’Assemblea Legislativa. Peraltro, non è neanchel'unico cartello, visto che ne esiste un altro situato nell'accesso dal vicino giardino geologico alle Torri.

Nessuno, almeno per il momento, ha provveduto a rimuovere il cartello. Nonostante vent'anni fa – già, era il lontano 1999 - l'Organizzazione mondiale della sanità abbia cancellò il termine "handicappati" dai documenti ufficiali e internazionali.

A denunciare con forza la cosa ci ha pensato l'ex consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Gian Luca Sassi, ora nel gruppo Misto: "Ho trovato indecente anche le condizioni del percorso per i non vedenti e la relativa segnaletica, ormai vetusta e non in linea con la normativa anti-discriminazioni. Sempre nell'ottica di una completa integrazione, rilevo, inoltre, che gli atti regionali riguardanti le persone con disabilità non utilizzano un termine univoco ma diversi, nonostante 'persone con disabilità' sia il termine utilizzato dall'Onu e dallo Stato italiano".

Infine, Sassi conclude: "Confido che il servizio di manutenzione della Regione si attivi immediatamente per eliminare quelle targhe indecenti e si coordini con il Comune di Bologna per ripristinare quanto prima i percorsi per persone non vedenti, oggi fortemente danneggiati e usurati al punto da rappresentare un pericolo. Mi chiedo inoltre se non sia arrivato il momento di adeguare la terminologia usata negli atti regionali".

Commenti

cir

Gio, 21/03/2019 - 17:55

cosa dovevano scrivere ??? avete rotto i c....ni con ste storie...

Popi46

Ven, 22/03/2019 - 07:15

Le menomazioni fisiche sono guai che possono cadere sulla testa di tutti noi dal momento in cui nasciamo. Riconoscerne la realtà è segno di concretezza e, per certi versi, pure di solidarietà (anche a me potrebbe capitare la tua disgrazia). Cercare di negarle con artifici dialettici è puerile ipocrisia e chi lo fa è, lui si, puro handicappato “mentale”

Ritratto di Giancarlo09

Giancarlo09

Ven, 22/03/2019 - 08:45

Cir mi trova d'accordo con Lei, anche se io avrei utilizzato un termine italiano come "disabile" piuttosto che uno di matrice anglosassone.

krgferr

Ven, 22/03/2019 - 08:47

Si fa in fretta a dire: " ma sì..è una stupidaggine, che danno possono fare quattro sciocchezze sproloquiate in un momento di torpore del buon senso!? Ed invece no! E' bastato che la Boldrini si lanciasse a suo tempo nella sua guerra privata, ma pagata da noi, contro il vocabolario e poco dopo si scatenano gli emuli che, memori dei successi della Nostra puntano a rinnovarne i fasti. "Le parole sono pietre": banale ma saggio. Saluti. Piero

cir

Ven, 22/03/2019 - 10:29

Giancarlo09 ..condivido .