Il reato di dopocena

La richiesta di condanna di Emilio Fede e Nicole Minetti per favoreggiamento della prostituzione appare infondata e illegittima, perché interpreta comportamenti che sono stati assolutamente spontanei

Emilio Fede in aula testimonia al processo Ruby

Siccome alcune materie ritenute penali afferiscono alla sfera morale o privata, la richiesta di condanna a quattro e tre anni di Emilio Fede e Nicole Minetti per favoreggiamento della prostituzione appare infondata e illegittima, perché interpreta comportamenti che sono stati assolutamente spontanei, come in qualunque festa una persona porti un'amica che decida, per piacere o per interesse, di passare la serata come meglio crede. Sarà sicuramente accaduto anche al pubblico ministero Daniela Meliota che ha chiesto la condanna.

È bene ricordare che il Csm ha a sua volta condannato la Meliota alla sanzione della censura e della perdita di tre mesi di anzianità, perché omise di segnalare l'incompatibilità che in seno al suo ufficio le derivava dalla convivenza more uxorio con il brigadiere Michele Miccoli, aggregato dalla Guardia di finanza. Lo stesso sottufficiale che sarebbe stato poi condannato, per fatti inerenti la gestione di quella stessa indagine, a tre anni e 4 mesi per concussione, calunnia e falso. Personalmente ho la sensazione che la Meliota, nella sua legittima riservatezza, sia innocente.

Per quanto io conosca Berlusconi, posso affermare che la sua capacità di seduzione e il suo potere d'immagine verificabili in mille occasioni non potevano in alcun modo essere agevolati e favoriti da nessuno. E lo prova, nello stesso processo, il comportamento di Chiara Danese e Ambra Battilana, che scelsero di andarsene senza essere in alcun modo coinvolte nel dopocena.

Commenti
Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Gio, 19/04/2018 - 16:17

Ebbe' i dopocena sono cosí, caffé e ammazzacaffé, barzellette, anneddoti, prese per il sedere, sottofondo in musica, coppie che danzano un lento, ecc.ecc.. Tutto avviene dietro i muri di casa. Se poi uno si ritira in un angolo recondito per qualcosa di piú, in questo caso sono da processare metá maschi italiani. Ricordiamoci che la prostituzione in se non é reato: ne´per chi si vende , né per chi compra. Dove ci sia il favoreggiamento non mi é dato di capire. Erano adulti e consenzienti. Chi non ci stava se ne andava a casa propria. La 'piccola' Ruby non era certo uscita dal Collegio delle Orsoline. Dietro a lei c'era una vita vissuta da navigatrice navigata. E' un processo ridicolo, bacchettone.

sparviero51

Gio, 19/04/2018 - 20:11

QUANTO CI COSTANO QUESTE BUFFONATE TRAVESTITE DA PROCESSI ? E CHI PAGA ???

Giacinto49

Gio, 19/04/2018 - 20:21

Ancora più grottesca, in quest'ottica risulta l'assoluzione degli untori da amianto che evidentemente "potevano non sapere". Disgustoso è dire poco!!

neucrate

Gio, 19/04/2018 - 20:38

Signor Sgarbi noto che continuano le ingiustizie in Italia, anche oggi tutti a parlare di Di Maio, e nessuno che considera lei, quello che io definisco il più grande statista mondiale degli ultimi 2 secoli. Dobbiamo ribellarci a questa ingiustizia

Ritratto di franco_G.

franco_G.

Ven, 20/04/2018 - 05:11

Certo. E Ruby è la nipote di Mubarak. :-)

MOSTARDELLIS

Ven, 20/04/2018 - 14:27

Ma che buffonate. Ancora una volta la magistratura italiana ha perso una occasione per fare giustizia. Quando capiranno che per qualsiasi persona esiste la sfera privata e quella pubblica? Si parla tanto di privacy e poi si fanno addirittura processi per questioni private. E' una vergogna.

Ernestinho

Ven, 20/04/2018 - 15:00

Continuano le leccatine di sgarbi!