Riforma della Rai: via libera in Senato, in Aula entro estate

Il nodo politico resta quello legato ai poteri del futuro amministratore delegato dell'azienda di viale Mazzini

Primi passi in avanti per la riforma della Rai che sembra essere uscita, senza eccessive fatiche, dalle "sabbie mobili" della commissione Lavori Pubblici del Senato. Si è concluso oggi, infatti, l'esame del Ddl con cui si è votato il mandato ai relatori Enrico Buemi (Psi) e Raffaele Ranucci (Pd). Il provvedimento è pronto per approdare in Aula. La tempistica sarà decisa dalla Conferenza dei capigruppo; non è escluso che il Ddl possa essere inserito già nel calendario della prossima settimana. "Prevediamo i tempi per l’approvazione entro la pausa estiva", ha sottolineato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, a margine dell’assemblea di Confindustria RadioTv.

La riforma della Rai è all’esame del Senato dal 20 aprile scorso. Il mandato dell’attuale vertice della corazzata pubblica è scaduto a fine maggio, conl’approvazione del bilancio, ma i vertici restano comunque in carica fino alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Con la nuova norma il vertice dovrebbe essere nominato in autunno.

In sostanza, come ha spiegato il relatore Enrico Buemi del Psi, gli emendamenti "sono passati con l'accordo di una larghissima maggioranza due modifiche importanti: una riguarda la nomina del presidente della Rai che può avvenire solo con il voto favorevole dei due terzi della commissione di Vigilanza. L'altra riguarda i rapporti di forza interni alla nuova governance aziendale. Secondo una modifica approvata l'amministratore delegato per la nomina dei direttori di testata dovrà chiedere ed ottenere un parere vincolante al Cda, che potrà approvare o bloccare tali nomine con una maggioranza qualificata dei due terzi (ovvero di cinque membri su sette). Su tutte le altre nomine apicali (compresi i direttori di rete) il parere sarà obbligatorio ma non vincolante. Ma è chiaro che di fronte ad un voto negativo della maggioranza qualificata del cda si porrà un problema di opportunità. L'altra novità è l'introduzione di un comitato di garanzia democratica e culturale che ancora non ha un nome, composto dal presidente e da due consiglieri che dovrebbe vigilare sull'operato del servizio pubblico".

Anche il Movimento 5 Stelle ha votato a favore del mandato ai relatori sulla riforma della Rai. Secondo quanto si apprende, il via libera è frutto di un'intesa tra il gruppo e i relatori, che presenteranno in aula un emendamento con i requisiti e le incompatibilità per ricoprire la carica di consiglieri di amministrazione. Per quanto riguarda Forza Italia, si è astenuto Augusto Minzolini, che, pur apprezzando alcune modifiche al testo, ha giudicato insufficienti i cambiamenti intervenuti, criticando in particolare i poteri dell'amministratore delegato, giudicati eccessivi. Assente, invece, Maurizio Gasparri, così come i rappresentanti di Sel.

Commenti
Ritratto di hernando45

hernando45

Gio, 09/07/2015 - 17:23

L'ennesima riforma della RAI,che come le precedenti non fara cambiare NIENTE. La RAI continua e continuera ad essere un "COVO" di RACCOMANDATI,NULLAFACENTI,INUTILI SUPERPAGATI e SPERPERATORI di soldi pubblici. Ovvero un "POSTIFICIO" dove sistemare gli amici degli amici. AMEN. Saludos dal Nicaragua.

unosolo

Gio, 09/07/2015 - 17:48

e vai , prosegue l'invasione Renziana , okkupazione sistematica di posti chiave per il controllo del Paese , capirai ora sceglie i giornalisti e le domande figuriamoci dopo , senza contraddittorio o svincola dalle domande e nessuno osa contestarlo , almeno questo appare in tutte le effusioni televisive.

asalvadore@gmail.com

Gio, 09/07/2015 - 22:19

La RAI é sempre stata un aborto aziendale e un chiaro esempio di complicitá politica. Non ha la trasparenza della BBC o di Deutsche Welle, e sopratutto non c'é nessun bisogno di una Tv statale, con abbonamenti forzati. Negli Stati Uniti non esiste niente di simile di cui non c'é la minima necessitá. Se vogliamo essere seri nel ridurre la spesa pubblica, privatizziamola con la dovuta prudenza

Ritratto di JSBSW67

JSBSW67

Ven, 10/07/2015 - 08:14

NON PAGATE IL CANONE. E' l'unico modo per non foraggiare questa mandria di paraculati. L'unica riforma è venderla, privatizzarla al 100% così questi rubastipendi dovranno finalmente andare a lavorare.