A Rimini l'Agenzia delle Entrate "regolarizza" le prime prostitute

Durante i controlli fiscali, aperta d'ufficio la partita Iva ad almeno quattro squillo: pagheranno tasse e contributi sulle prestazioni effettuate. Ma loro annunciano ricorso

A Rimini arrivano le prime squillo "regolari". Dopo che una sentenza della Cassazione del 2010 ha stabilito, infatti che il meretricio (quando non è sfruttamento) "è soggetto a tassazione perché attività lecita", l'Agenzia delle Entrate ha aperto d'ufficio la partita Iva ad almeno quattro lucciole, costringendole così a a pagare tasse e contributi sulle prestazioni effettuate

Gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate hanno infatti trovato le donne - ufficialmente disoccupate - con cospicui conti in banca. Le quattro hanno confessato la vera "professione", sperando di scampare così ad ulteriori accertamenti. Ma gli ispettori non si sono persi d'animo e le hanno costrette a regolarizzarsi iscrivendo la propria attività come "servizi alla persona". Per la prima volta, quindi, viene di fatto riconosciuta anche fiscalmente la prostituzione come attività lavorativa autonoma da tassare. a tra balzelli, contributi ed ovviamente sanzioni le lucciole si sono viste recapitare cartelle esattoriali con tanti zeri. Da qui la decisione di fare ricorso.

Commenti

cgf

Mar, 05/05/2015 - 12:57

solo quelle italiane o anche straniere senza nemmeno il permesso di soggiorno? sarei curioso di conoscere quale codice ateco è stato usato con l'attribuzione della partita iva.

Mechwarrior

Mar, 05/05/2015 - 13:11

A quando apriranno le sQuole atte a rilasciare il diploma del caso? ;-P

Ritratto di gianky53

gianky53

Mar, 05/05/2015 - 13:21

Speriamo che l'esempio sia seguito a valanga, c'è una prateria immensa da sfruttare ed è da idioti tuonare contro l'evasione fiscale, con 4 mafie ufficiali dal fatturato esentasse e prostitute ovunque che guadagnano tanto da comprar casa in pochi anni senza fare la dichiarazione dei redditi. I sinistri cattocomunistardi continuano a ripetere a pappagallo che se ognuno pagasse le tasse pagheremmo tutti meno... Appunto!

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fullac

Mar, 05/05/2015 - 13:23

anche fra le ragazze di vita c'è confusione, reclamano un riconoscimento della professione e si dichiarano pronte a pagare le tasse e poi quando le tasse arrivano...

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RobyPer

Mar, 05/05/2015 - 13:47

Io invece sarei curioso di leggere una ricevuta fiscale rilasciata da loro.

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PELOBICI

Mar, 05/05/2015 - 14:21

A quando il trombometro?

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mar, 05/05/2015 - 14:35

Si può fare. Si faccia.

Ritratto di Jaspar44

Jaspar44

Mar, 05/05/2015 - 14:55

.. quando si devono pagare le tasse ... allora tutte figlie di Maria dell' Abbazia delle Orsoline Ricamatrici.

isolafelice

Mar, 05/05/2015 - 16:16

Con questa "regolarizzazione" si apre la strada all'apertura di centri come esistono in diverse nazioni europee; infatti se le signorine pagano tasse e rilasciano ricevute e fatture, non sarà più possibile che esse siano sottoposte a "sfruttamento". (se non dallo Stato stesso, comunque nè più nè meno di un qualsiasi artigiano, commerciante, imprenditore). Quindi io, ad esempio, potrei aprire una struttura "alberghiera" in cui ospitare in camere come si deve le signorine ed i loro clienti. A me sarà pagata solo la camera, alle ragazze la prestazione, le signorine detrarranno il costo della stessa dall'imponibile Irpef. Da non sottovalutare le migliorate condizioni di lavoro per le signorine.

Ritratto di semovente

semovente

Mar, 05/05/2015 - 17:01

E' una professione redditizia e va tassata come tutte le altre.

Ettore41

Mar, 05/05/2015 - 17:15

Scusate ma se una la da gratis cosa fanno? Le fanno la multa come al gelataio che non ha fatto lo scontrino fiscale all'amico del figlio a cui ha offerto un gelato?

Francostars

Mar, 05/05/2015 - 17:17

Difatti, la prostituzione in Italia è già tassata; questo ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011 e 18030/2013. Il Codice relativo è 96.09.09 “Altre attività di servizio per la persona non classificabili altrove”. Cosa aspettano i sex workers ad aprire la partita IVA e pagare le tasse in merito? Questi parametri non sono una mia invenzione, come qualcuno forse continua a credere!