Rimini, il racconto della trans: ​"Così ho smascherato Butungu"

Il racconto della trans peruviana a Matrix: "Al processo, sarò in aula. Voglio guardarli in faccia tutti e quattro". E si dispiace per i tre minorenni di Rimini: "Sono stati manipolati"

"Al processo, sarò in aula. Voglio guardarli in faccia tutti e quattro". Lo dice così, senza timore, di fronte alle telecamere di Matrix, il trans peruviano vittima del brutale stupro di Rimini. È stata la sua importantissima testimonianza a permettere agli investgatori di risalire a Guerlin Butungu, il capobranco della banda di immigrati ritenuti colpevoli dei due orrendi stupri sul litorale romagnolo.

In una intervista esclusiva a Matrix, programma approfondimento targato Videonews e condotto da Nicola Porro in onda questa sera alle 23.30 su Canale 5, il trans peruviano racconta quei drammatici momenti in balia di Butungu, di due fratelli marocchini e del loro compare nigeriano. "Gli ho strappato apposta il cappellino e ho potuto vedere che era rasato completamente - ha detto - al processo, sarò in aula. Voglio guardarli in faccia tutti e quattro. Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare la polizia. Ora aspetto la sentenza e la pena più alta. Anche se mi dispiace per i ragazzini, perchè sono stati manipolati dal più grande, dal congolese. Finiscono in cella così piccoli: che brutta modo per cominciare una vita".

Assistita dagli avvocati Enrico Graziosi e Stefania Urbinati, la trans peruviana si dispiace per i tre ragazzini componenti del branco. "Penso che i genitori di questi ragazzini non sono di grande esempio - dice la donna - cosa fa un ragazzino di 14 anni in giro fino alle cinque di mattina?".

Commenti

Mauro23

Mar, 12/09/2017 - 18:04

Butungu eliminarlo

Ritratto di karmine56

karmine56

Mar, 12/09/2017 - 18:30

Sono bambini, ma rompono il caxxxxxxo come i grandi.

Anonimo (non verificato)

carlottacharlie

Mar, 12/09/2017 - 19:35

Non si dia pena per i ragazzini, la loro e' la stessa cultura dell'africano.

Reip

Mar, 12/09/2017 - 19:46

Mi auguro che lo uccidano prima o poi...

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 12/09/2017 - 19:49

Eppure c'era tanta gente di sinistra che qui giurava sulla loro innocenza, e dava del cxxxxxo agli altri.

Ritratto di direttoreemilio

direttoreemilio

Mar, 12/09/2017 - 20:16

LGBT, Gay friendly. gruppi arancioni e sodomiti niente casino contro lo " stupro alla trans e niente contro lo stupro alla polacca? ma sel chiami froci , ho allora si fanno la guerra.

misuracolma

Mar, 12/09/2017 - 20:24

infatti, i nostri servizi sociali, sempre così attenti e solerti nei confronti dei poveri italiani, dovrebbero (o avrebbero dovuto) provvedere a sottrarre i delinquentelli ai loro genitori... che in ogni caso, andrebbero rispediti (tutti) al mittente

nunavut

Mar, 12/09/2017 - 20:25

Bella domanda la tua,dovresti farla alla polizia,viste le varie denunce sporte contro di loro,a chi ha dato il permesso di rimanere in Italia ai genitori.Certo molti genitori italiani fanno gli stessi errori ma non per questo si deve permettere ad altre nazionalità di venire da noi e commettere gli stessi errori.

Eraitalia

Mar, 12/09/2017 - 20:32

Probabilmente verranno tutti affidati a don Mazzi per la rieducazione

paolonardi

Mar, 12/09/2017 - 21:14

Il titolo e' in contrasto con il contenuto dell'articolo che iu' giustamente parla del "il" trans al posto "della" trans. Essendo il transgender fotato di pene e' piu corretto il primo articolo. Tanto per non offendere, come e' di moda boldriniana, il corretto italiano.

magnum357

Mar, 12/09/2017 - 22:21

Parole sagge di questa testimone contro un vero animale !!!!!!!!!!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 12/09/2017 - 23:07

Non sento più i fenomeni che l'hanno difeso fino a ieri a spada tratta.

massimo.augusto

Mer, 13/09/2017 - 14:49

Ragazzini? Per piacere, chiamiamoli con il loro nome: sono belve feroci e pericolose che non auguro a nessuno di incontrare sulla propria strada, come sanno bene i due poveri polacchi sopravvissuti per miracolo allo sfortunato incontro. Non cominciamo con il solito pietismo che vuole trasformare in vittima il carnefice. La vittima, quella vera, è chi - finito sotto i loro artigli - viene lasciato solo a curarsi delle ferite morali spesso inguaribili. Che cosa proveranno le due vittime polacche la prossima volta che si troveranno di fronte un africano? Diremo allora che sono diventati razzisti? Ma per favore...