«Riportiamo gli italiani al Salone»

Snaidero (presidente Salone del Mobile): «Aziende soddisfatte, risultati concreti di business»

Non è stato il Salone dei record, né della quantità. «Ma quello della qualità, non solo di prodotto», dicono gli addetti ai lavori. Con sorprese.

Al primo posto, infatti, si collocano gli operatori cinesi, seguiti a ruota dai tedeschi. Tuttavia, gli organizzatori sostengono che quella appena conclusa è stata l'edizione del Medio Oriente con affluenze significative da Libano, Egitto e Arabia Saudita. In crescita anche le presenze Usa, Uk e India.

Ospiti inattesi, ma graditissimi, i russi. Sono tornati, nonostante le note vicende non ancora risolte. Un segnale molto importante in vista dell'edizione numero 11 dei Saloni WorldWide Moscow del prossimo ottobre. Per dirla in cifre, il 69% dei 310.840 operatori è arrivato dall'estero. Questi dati, in ogni caso, confermano l'andamento del 2013, anno in cui nei padiglioni di Milano-Rho erano presenti le biennali dedicate alla luce e all'ufficio. Un Salone, quindi, a forte vocazione internazionale e che, tra l'altro, negli ultimi due giorni, aprendo le porte al pubblico, ha registrato ulteriori 30.881 presenze.

«Questi dati - dice Roberto Snaidero, presidente del Salone del Mobile - confermano l'importanza e l'attrattiva di una manifestazione che è capace di esprimere il meglio dell'arredo italiano e internazionale. Le aziende sono soddisfatte della qualità delle presenze e dei risultati di business, frutto di un impegno e di una dedizione in grado di affrontare e superare con successo la difficile situazione economica degli ultimi anni. Il Salone, quindi, diventa il primo segnale di una ripresa annunciata e confermata dallo stesso premier, Matteo Renzi, durante la sua visita in fiera. Ma ora dobbiamo capire come riportare gli italiani al Salone. Il bonus mobili - conclude Snaidero - ci ha dato ossigeno, ma bisogna fare di più per far ripartire i consumi interni. Di sicuro non lasceremo nulla di intentato. Lo stesso Renzi ha ribadito l'impegno del governo a supportare il settore con politiche mirate, in grado di dare una scossa anche al mercato nazionale».

Un giudizio più che positivo arriva anche da Giovanni Anzani, presidente di Assarredo: «Sì, fortemente positivo. Ho visto operatori decisi e motivati che sono passati direttamente agli ordinativi. E poi i cinesi. Ma anche i tedeschi, mai visti così numerosi nelle passate edizioni. Evidentemente ci sono alcune economie che stanno funzionando, e noi dobbiamo approfittarne. Abbiamo fatto, e la faremo ancora con più decisione, una grande operazione di marketing per attirare sempre più operatori. E infine la sorpresa Russia: non ce l'aspettavamo. In definitiva direi un ottimo Salone, anche se come quantità (presenze, ndr ) è lievemente in calo rispetto al 2014. Però è anche vero che noi dobbiamo preoccuparci della qualità. Che non è mancata».

Grande successo, infine, delle due biennali che riguardano due comparti importanti della lunga filiera: Ufficio e Luce.

Per Marco Predari, presidente di Assufficio, «è stata un'edizione ricca, anche grazie a FederlegnoArredo che voluto ad ogni costo l'allestimento di De Lucchi, cioè la “Passeggiata”, ovvvero l'ufficio del futuro. E gli espositori hanno espresso grande soddisfazione. Abbiamo infatti registrato un +15% di presenze rispetto all'edizione del 2013, con un afflusso molto, molto forte di stranieri. E finalmente sono tornati anche i russi. Questo è l'anno di una svolta epocale nel comparto ufficio. Abbiamo visto come l'elettronica la faccia da padrona, e di conseguenza anche gli arredi devono interfacciarsi con questa realtà. Vorrei concludere con un annuncio: stiamo lavorando per tenere viva la “Passeggiata” per tutto il periodo dell'Esposizione universale. Con l'obiettivo di fare altro business».

Stessi umori tra gli espositori di Assoluce. Per tutti parla il presidente, Stefano Bordone: «Innanzitutto vorrei sottolineare la qualità dei visitatori. Evidentemente la crisi, oltre ai noti danni... ha fatto anche una selezione. Ho visto un pubblico attento, con le idee chiare e deciso a fare business. Da anni non si facevano così tanti ordini, anche su base quotidiana. Il nostro settore, che esporta il 68% della produzione e che vale oltre 2 miliardi, è in crescita. Soprattutto in Europa con i nostri mercati di riferimento che sono Germania e Francia. Poi una parte del nostro comparto lavora bene con Medioriente e Russia, mentre altri puntano sugli Stati Uniti, quindi all'area dollaro che in questo momento, grazie al cambio favorevole, è diventata molto appetibile. Tutto questo fa ben sperare per l'immediato futuro. Anche per quanto riguarda il mercato interno. Dagli operatori italiani sono tornate le richieste di preventivi. È un segnale, ma non sono ordini. Ma c'è un'ultima cosa che mi sta a cuore. Assoluce ha fatto un grande lavoro presso la Commissione Ue per far cambiare la norma che prevedeva la messa al bando delle lampade alogene. Siamo riusciti, nell'esclusivo interesse dei consumatori, non delle aziende, a far slittare la norma al 2018. Una piccola vittoria».

Sono gli operatori, buyer, contractor e architetti

che hanno affollato i

padiglioni di Milano-Rho

Tante le presenze negli

ultimi due giorni (week end), in cui il Salone è

stato aperto al pubblico

È la percentuale degli

operatori stranieri.

Al primo posto i cinesi.

E si sono rivisti i russi