Risolto il "giallo" dell'uccisone del vescovo: un monaco confessa

Il vescovo copto Epifanio è stato ucciso da un monaco del suo monastero. Dopo l'ascolto di quattrocento testimoni, è arrivata la confessione. Un mistero condito anche da due tentativi di suicidio

Il mistero sull'uccisione del vescovo copto è giunto alla sua risoluzione. Anba Epifanio era stato ritrovato senza vita, domenica ventinove luglio, dinanzi alla sua cella, nel monastero di San Macario a Wadi Natrun. Pare che sia stato trucidato mentre era intento a recarsi in Chiesa, per officiare alle liturgie mattutine.

Un colpo alla testa, ma anche altre ferite riportate all'altezza della schiena erano state subito notate. Dalla scoperta del cadavere a oggi, le forze dell'ordine egiziane hanno proceduto attraverso l'ascolto di circa quattrocento persone. Tutte possibili testimoni o comunque ritenute utili ai fini dell'inchiesta. Fino all'arrivo della confessione.

Un monaco appartenente allo stesso monastero, Wael Saad Tawadros, ha infatti rivelato di essere l'autore dell'omicidio. Tanto da far ritrovare l'oggetto utilizzato per colpire il povero monsignore: un bastone di ferro che era stato celato all'interno di un magazzino, così come raccontato da Vatican Insider, stando a quanto riportato dai media dell'Egitto.

Non era stata scartata nessuna ipotesi: si era pensato anche a un gesto politico-ideologico, commesso magari da un estremista islamico, riuscito nell'intento di entrare di soppiatto nel luogo di culto copto. Ma la pista interna era ritenuta la più probabile.

Il monaco responsabile dell'uccisione avrebbe tentato il suicidio il giorno dopo l'inizio delle indagini. Un episodio, questo, che potrebbe aver contribuito a orientare le indagini. Un tentativo sarebbe stato fatto anche da un altro monaco, ricoverato oggi presso un nosocomio del Cairo, che si sarebbe prima tagliato le vene, per poi buttarsi da un edificio.

Non pare si possa escludere, insomma, che Tawadaros avesse dei complici tra i suoi confratelli. Il mistero è risolto, ma la Chiesa copta e l'Egitto intero continuano a interrogarsi sull'accaduto, che ha avuto un grosso richiamo mediatico. Il movente che ha portato all'omicidio del vescovo sarebbe ancora da chiarire.