Roma, ecco la mappa dei parcheggiatori abusivi

Un racket redditizio e sfrontato: chiedono il pizzo persino davanti al comando generale della polizia municipale

La politica dell’accoglienza senza criteri ha fatto in modo che nella Capitale si generasse un’altra piaga che da tempo affligge la città: i parcheggiatori abusivi. Un fenomeno sempre più in crescita che vede il suo inizio nel 2012. I più noti alle forze dell’ordine (quando riescono a fermarli), sono turchi e bengalesi. Gli altri che ogni giorno presidiano il loro posto, indisturbati, provengono anche e sopratutto dalla Romania. A seguire ci sono i nord africani, iracheni, siriani, marocchini, bulgari, zingari e perché no, italiani. Li trovi all’entrata di ristoranti, discoteche, locali e anche davanti allo zoo. Nelle piazze del centro e nelle zone limitrofe a Campo de Fiori, Testaccio, Trastevere e Gianicolo. Lì dove appunto c’è la movida romana e dove la ricerca di un posto macchina diventa una vera e propria odissea. Anche lo stadio Olimpico non è esente da questo fenomeno. Con fare gentile ti aiutano nella manovra ma appena scendi dalla macchia, ecco che scatta la richiesta di un pagamento. La “tariffa” è di minimo due euro. Se malauguratamente non ti ritrovi abbastanza monete e lasci ad esempio meno di quello che chiedono ti minacciano a meno che prometti che al ritorno porti il restante. Per molti cittadini romani è impossibile dire di no. Loro malgrado si ritrovano vittime di questi sciacalli che molte volte oltre che invadenti sono aggressivi. Non di rado infatti è capitato a persone che non volevano pagare “il pizzo del parcheggio” di vedersi, al loro ritorno, la macchina rigata, ammaccata o con addirittura i finestrini rotti. Non si fermano neanche davanti a nulla e te li ritrovi persino davanti l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù.

Lì ogni giorno c’è una considerevole affluenza di “clienti”. E come era facile immaginare un'altra zona è quella della stazione Termini. Il business del parcheggio abusivo qui se lo contendono e dividono qualche italiano e i romeni. Fin dalle prime ore del giorno sono presenti per pretendere la questua. Facilitati soprattutto dal caos che regna in quel quadrante della città. L’età dei parcheggiatori abusivi varia tra i 18 e i 40 anni. A far da padroni in questo racket altamente redditizio sono i turchi e i bengalesi. Mentre i siriani e i bulgari pur di guadagnare si dividono il territorio con siriani e marocchini. Gli italiani sono penalizzati ( se vogliamo dire così) anche in questo business, e rimangono circoscritti in pochissime zone insieme agli zingari ovviamente. Una competitività che non poche volte ha generato risse fra i vari “competitor del parcheggio abusivo”. Alcune volte vengono multati ma senza grandi risultati. Le sanzioni infatti non vengono mai pagate proprio perché molti di loro essendo stranieri non hanno neanche la residenza. Questo nonostante a fine giornata riescono a portarsi via dai cento euro in su. I cittadini e le istituzioni locali, tempo fa avevano proposto un potenziamento della polizia municipale e vigili. Ma anche un numero verde e sportelli specifici nei Municipi più colpiti dal fenomeno dove poter indirizzare le segnalazioni dei cittadini «e soprattutto un maggior intervento politico volto a dotare le forze dell’ordine di uno specifico strumento in grado di stroncare questo vero e proprio racket. Ma viene da pensare che questo fenomeno sia ancora molto lontano dall’essere arginato. Soprattutto vedendo quotidianamente questi parcheggiatori abusivi “al lavoro” che chiedono il pizzo vicino Piazza della Consolazione a pochi metri dal Comando generale della Polizia Municipale. Pensate proprio lì, alle pendici del Campidoglio.

Commenti
Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Mer, 16/09/2015 - 15:13

Una musica che va avanti da 40 anni. Si configura palesemente il reato di estorsione con minacce. Roba tutta da ridere,da noi ovviamente. E le tasse sugli introiti chi le paga? Largo alle risorse, aha aha.....

kayak65

Mer, 16/09/2015 - 17:53

Roma come Milano meritano il sindaco che hanno votato. non meno Napoli e Genova