Roma, fiamme nell'ex centro d'accoglienza Baobab

Ignote le cause dell'incendio. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi. Nella stessa notte, fiamme anche nel centro profughi di via Ramazzini per un falò acceso da una clochard

Un incendio divampato nella notte tra giovedì e venerdì ha distrutto i locali del Baobab, l’ex centro di accoglienza per migranti di via Cupa, a Roma. Durante la notte le fiamme si sono propagate in tutti i locali dell'ex centro profughi, che si estendono per circa 1000 metri quadrati. Parte del tetto, circa 300 metri quadrati di legno e lamiera, è crollata durante l’incendio.

La struttura, chiusa da circa un anno, era disabitata. Non ci sono stati, quindi, né feriti, né intossicati. I vigili del fuoco, intervenuti con quattro mezzi attorno alle 2.30 del mattino, hanno provveduto a spegnere le fiamme. L’intervento, durato quattro ore, si è concluso alle 6.30 del mattino. Restano ignote, per ora, le cause dell’incendio e le autorità competenti sono al lavoro per accertare la natura dell’incidente.

Sono state chiarite, invece, le cause di un altro incendio che, sempre nella serata di giovedì, intorno alle 22, si è sviluppato nel deposito mezzi della Croce Rossa Italiana di Via Bernardino Ramazzini a Roma, a poca distanza dalla tendopoli che ospita centinaia di richiedenti asilo, nel quartiere Monteverde.

A provocare il rogo, che ha danneggiato un furgone e due ambulanze della Croce Rossa, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato un falò acceso da una clochard. La donna, denunciata dalla Polizia, aveva acceso un fuoco all’interno di un’auto, per riscaldarsi. Da qui, le fiamme si sono propagate al vicino deposito mezzi della Croce Rossa. Anche in questo caso, non ci sono stati feriti o intossicati, eccetto la donna senza fissa dimora, che ha riportato ustioni alle mani.

"Per fortuna la signora non ha riportato gravi danni e non c'è stato nessun ferito - ha detto, infatti, Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma - credo che questo episodio sveli ancora di più il dramma di chi vive per strada soprattutto in periodi di freddo intenso, una realtà a cui Croce Rossa è vicina nel fornire assistenza anche in queste ore sul territorio di Roma". "Credo, però, che sia urgente e necessario trovare soluzioni più strutturate per dare riparo a queste persone – ha concluso la rappresentante della Croce Rossa - è disumano che ci siano persone costrette a vivere in condizioni così precarie".

Non ci sarebbe quindi correlazione tra l’episodio dell'incendio scoppiato nei pressi della tendopoli per i profughi di via Ramazzini e quello dell’ex centro Baobab. Riguardo quest’ultimo caso, gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.

Il centro d’accoglienza per i migranti Baobab, era stato chiuso per ragioni di sicurezza lo scorso anno dall’allora commissario straordinario per Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, dopo gli attentati di Parigi. Nei mesi successivi alla chiusura, i volontari del centro hanno allestito diverse tendopoli per i migranti, sia davanti all’ex sede del centro a via Cupa, sia nei pressi della Stazione Tiburtina, rivendicando l’assegnazione di un immobile per accogliere i cosiddetti “migranti transitanti” che arrivano nella Capitale.