Roma, le scuole al gelo: è rivolta tra gli studenti

Gli studenti degli istituti superiori della città metropolitana, 121 Comuni compreso quello di Roma, si rifiutano di entrare in classe

Al freddo e al gelo. O meglio “#geloacinquestelle” come scrivono in rete. Temperature siberiane a scuola nonostante le rassicurazioni della sindaca Raggi. E gli studenti degli istituti superiori della città metropolitana, 121 Comuni compreso quello di Roma, si rifiutano di entrare in classe. È accaduto questa mattina a sud come a nord della capitale. Da Pomezia ad Anguillara, sul lago di Bracciano, la situazione sembra la stessa. Termosifoni accesi fino a mezzogiorno, in rari casi fino alle 13, non bastano a sfidare le temperature polari di questi giorni. “Basterebbe poco - dicono in consiglio comunale a Fiumicino - per capire che in situazioni come questa bisogna accendere i riscaldamenti già dalla notte”. Cappotti e coperte di lana addosso fin da lunedì mattina, giorno di rientro dalle vacanze, i ragazzi del Liceo Artistico “Luca Paciolo” di Anguillara hanno seguito le lezioni con la promessa di avere caldaie accese fino alla fine della giornata, ovvero fino alle 15 e 30. Intenzionati a non entrare in classe, questa mattina, alla fine di un lungo braccio di ferro hanno concordato con il capo di istituto una soluzione urgente per consentire un orario prolungato dei caloriferi. Ma alle 13, ovvero un’ora e mezza prima dell’uscita, l’impianto termico ha smesso di funzionare. Fermo, nonostante le temperature nelle aule non superassero i 13 gradi centigradi.

Nella comune palestra del Liceo Scientifico Vian 6 gradi, tanto che studenti e professori non sono potuti entrare. Inutili le richieste inviate via mail dalla responsabile della scuola al dirigente del VII Dipartimento della Città Metropolitana, ingegnere Giuseppe Esposito, e al sindaco locale. Il sindaco metropolitano, Virginia Raggi, in una nota, si difende: “Su un totale di 1.124 impianti termici nelle scuole di competenza del Campidoglio, si sono complessivamente verificati 62 malfunzionamenti o mancati avvii, pari a circa il 6% del totale degli impianti a servizio degli edifici scolastici. Su circa 20 di questi si è già intervenuti nella giornata di domenica 8 gennaio 2017. I restanti malfunzionamenti si sono verificati nella mattinata del 9 gennaio e sono stati tutti risolti ad eccezione di 7 situazioni più problematiche”. Quanto basta direbbe qualcuno. La nota del Campidoglio è stata diramata sulla base dei dati rilevati dal Dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana. “Per i 7 malfunzionamenti non ancora risolti gli interventi - prosegue il Comune di Roma - sono attualmente in corso: 5 riguardano perdite idriche all'interno dell'edificio (Via Marzabotto, Largo Dino Buzzati, Via Libero Leonardi, Via Gesù e Maria, viale Adriatico 140); uno riguarda una centrale termica allagata (Via dell’Idroscalo), Ostia; uno riguarda l’inadeguatezza dell’alimentazione elettrica (problemi Acea in Via Benedetto Croce). Gli impianti degli edifici scolastici di Via Concesio e Via Mengotti, per i quali nella giornata del 9 gennaio era stata rilevata un’accensione di poche ore, oggi risultano attivati secondo il normale orario (dalle ore 5.00 alle ore 16.00). Una percentuale di impianti inferiore al 10%, per vetustà o ragioni varie, non è stata attivabile da remoto alle ore 5.00 - conclude - ma tale inconveniente dovrebbe non ripresentarsi nelle giornate future o eventualmente ripresentarsi in percentuale inferiore”. Nemmeno una parola o un dato sui restanti 120 Comuni della Città Metropolitana, come se non esistessero. Fra questi, appunto, Anguillara, una realtà da 25mila abitanti sul lago Sabatino retta anche questa da una giunta pentastellata. “Gli studenti non sono disposti a fare lezione in queste condizioni - spiega Adolfo Guglielmo Pannullo, rappresentante di Istituto del Liceo artistico di via della Mainella -. Abbiamo registrato 13 gradi ma solo alle 11 del mattino, dopo almeno 6 ore di riscaldamenti accesi. Alle 8, quando suona la campanella, le temperature sono molto più basse. Anche gli insegnanti non possono lavorare sotto i 14 gradi, è disumano”. Una sfida per la salute di ragazzi e professori, insomma, che solo i vertici della Città Metropolitana, a quanto pare, potrebbero risolvere. Anche se la situazione persiste da oltre una settimana. A Nord di Roma, del resto, di notte le temperature scendono fino ai 6 gradi sotto lo zero. Non basta, evidentemente, a prolungare gli orari delle caldaie. E in queste ore la protesta monta anche in rete: centinaia di gruppi fra genitori e studenti per dire basta al gelo nelle scuole. Qualcuno su Facebook scrive: “Sabrina Anselmo (sindaco 5 Stelle di Anguillara Sabazia ndr) ha avuto più di una settimana di tempo per verificare lo stato dell’impianto termico del plesso scolastico (Paciolo ndr) con la possibilità di trovare soluzioni adeguate a un eventuale malfunzionamento evitando disagi agli alunni, alle loro famiglie e a tutto il personale. Perché non l’ha fatto? Troppo impegnata a decifrare il nuovo codice comportamentale del suo Movimento? O a smanettare in rete per comprendere la proposta di Grillo di rivedere le alleanze all’Europarlamento?. #Anguillara #geloacinquestelle”. Il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, anche lui primo cittadino pentastellato del polo industriale finanziato per decenni dalla Cassa del Mezzogiorno, nonché vicesindaco della Città Metropolitana, interviene per placare la protesta. “Ho rassicurato gli studenti - scrive -. In Città Metropolitana stiamo lavorando per intervenire in tutte le scuole dell’area in cui si sono verificati problemi agli impianti di riscaldamento visto il grande freddo. Ho precisato agli studenti che ogni soggetto ha un ruolo: il sindaco fa il sindaco, le autorità scolastiche, dirigenti, funzionari e insegnanti, fanno il loro lavoro. Io, in qualità di sindaco, posso decidere di chiudere una scuola solo in caso di problemi di ordine pubblico, sicurezza ed emergenza sanitaria. In altri casi, come quello che si è verificato in questi giorni di grande freddo, spetta ai dirigenti, in piena autonomia, scegliere come orientare il mondo della scuola”.

Commenti

Norbertino

Mer, 11/01/2017 - 18:21

Studino, piuttosto!

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Mer, 11/01/2017 - 19:31

Io ho frequentato la scuola in periodo pre-sessantottino (mi sono diplomato nel '68), quando eravamo tanto stupidi da pensare che andavamo a scuola per studiare e non per fare la rivoluzione, tant'è che gli unici scioperi li facevamo, appunto, per l'accensione dei riscaldamenti. Devo però riconoscere che gli scioperi li facevamo a novembre, quando il freddo era appena all'inizio, ed erano più che altro una scusa per fare un giorno di festa. Anche allora non mancavano, a Roma, giornate di freddo intenso e ricordo anche delle nevicate, ma non ricordo di aver mai sofferto il freddo a scuola. Probabilmente i riscaldamenti sono rimasti spenti per tutte le vacanze di Natale, e questo aggrava il problema, ma non vorrei che ci trovassimo di fronte ad un ulteriore attacco alla Raggi (che io non ho votato, ritenendola inadatta a fare il sindaco).

moammhedd

Mer, 11/01/2017 - 23:10

questo sarebbe il paese civile e industrializzato,capisco perche molta gente preferisce un cane che un figlio,guardate dove dovrebbe vivere