Roma sempre più ostaggio di droghe e mafie

Non c’è zona della città che sia immune dai traffici criminali

Roma è sempre più ostaggio della droghe e delle mafie. È quanto afferma "Associazione Antimafie da Sud", nel dossier “ Roma tagliata male”. Un lavoro che descrive dettagliatamente come le mafie e le associazioni criminali nella Capitale siano sempre più presenti. E il recente intervento nel salotto di Porta a Porta di Vera Casamonica, figlia del defunto Vittoria Casamonica il capostipite del clan criminale saltato alle cronache per il fastoso funerale stile padrino, la dice lunga su chi comandi nella città eterna. Roma in particolare e l’intero territorio laziale rappresentano un nodo centrale per le organizzazioni criminali dedite al traffico e spaccio di stupefacenti.. Lo afferma la stessa direzione Nazionale Antimafia nelle relazioni del 2013. In questi circuiti delle droghe coesistono sia le mafie autoctone che quelle straniere. In molti casi poi si creano vere e proprie alleanze.

La porta d’accesso per la cocaina che arriva continuamente e in grosse quantità dall’America Latina è l’aeroporto internazionale di Fiumicino . La cocaina viene trasportata nei modi più impensabili. Ingerita o nascosta tra i container dello scalo merci. E con i suoi circa 38 milioni di passeggeri annui e con solo settecento uomini delle sole Fiamme Gialle, poste a presidiare lo scalo non è sempre possibile intercettare la “polvere bianca”. Ma nella Capitale arrivano anche altre droghe come il khat. Questa droga proveniente dal Corno d’Africa prima trova le sue porte d’accesso per l’Europa verso paesi come la Gran Bretagna dove non è considerata illegale . Dopodichè riparte per essere spacciata e venduta a Roma. Altra via d’accesso è il porto di Civitavecchia dove i gruppi criminali della Capitale si riforniscono anche dalle famiglie della n’drangheta della Locride e della Piana, che fungono da smistamento tramite il porto di Gioia Tauro dove approdano ingenti carichi di droga provenienti dai Narcos del Sud America. È sotto gli occhi di tutti come Roma ormai sia da tempo succube delle mafie dedite allo spaccio delle droghe, e non solo. Un sistema questo che inquina il tessuto economico e sociale della città, sempre più allo sbando. Non c’è zona della città che sia immune dai traffici criminali. Le periferie come San Basilio, Tor Bella Monaca, Rebibbia, ma anche Tor Pignattara, la Romanina, Primavalle, da nord a sud da est a ovest, le organizzazioni criminali controllano ormai e in maniera capillare, la città. E tornando alle polemiche dell’intervento della figlia di Vittorio Casamonica, è nella zona Romanina, dove vi sono le ville del clan Casamonica, famiglia di zingari che controlla il quadrante sud-tuscolano, per comprare la coca la prassi è quella di bussare direttamente al citofono degli spacciatori e attendere al portone il quantitativo richiesto. Tor Bella Monaca è fra i quartieri dove gira più eroina in assoluto, alcuni palazzi funzionano da bunker, con covi nascosti e sentinelle poste a controllare il via vai di gente che si reca apposta lì per fare approvvigionamento della “migliore roba di Roma. Anche sulla Prenestina quartiere iper popolato, pieno di locali, caffè letterari e sedi di associazioni come descritto nel dossier “Roma tagliata male” , c’è un vero e proprio “divertimentificio” dove si può trovare veramente di tutto .

Nel cuore del quartiere la sera regna il degrado. Spacciatori di varie etnie fanno ormai parte dell’arredamento urbano : tunisini, magrebini , senegalesi gambiani e naturalmente anche italiani si suddividono lo stesso territorio di spaccio. Estenuati, manco a dirlo i residenti di queste zone ormai colpite dalla criminalità e dal degrado. Un altro dato allarmante come diffuso dal Ministero della Salute sono le circa 280 nuove sostanze messe in circolo negli ultimi 4 anni. Le continue sperimentazioni commissionate dal crimine organizzato ha fatto sì che nel mercato europeo siano comparse le cosidette “smart drugs”, droge furbe. Pasticche composte da un miscuglio esplosivo di cannabis sintetica, kratom, ketamina e salvia divinorum Nella Capitale la droga costituisce un giro d’affari che frutta milioni di euro che poi vengono reinvestiti in altri settori economici come l’edilizia e il commercio. Truccando la concorrenza e falsando il mercato del lavoro. Molte infatti le famiglie che sono “stipendiate” dalle organizzazioni criminali. In cambio offrono i loro appartamenti come bunker per lo smistamento e spaccio della droga. Le organizzazioni criminali hanno sempre più in mano Roma ed è un problema che riguarda tutti, nessuno escluso.

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 09/09/2015 - 10:49

Magari fosse solo Roma! Date un'occhiata alle città di provincia. Dove il traffico di stupefacenti, al dettaglio, è interamente gestito dai "profughi" diversamente bianchi.

Ritratto di ContessaCV

ContessaCV

Mer, 09/09/2015 - 16:47

Sono questi i "talenti " di Juncker??