Roma, uccisi a colpi di mannaia una madre e i due figli

Una terza bambina lotta ora tra la vita e la morte. Il padre dei bambini fermato per accertamenti

Gli inquirenti si sono trovati sulla scena di un efferato delitto al loro arrivo nell'appartamento di via Carlo Felice 69, a pochi passi da piazza San Giovanni a Roma. Una donna di nazionalità marocchina è stata ritorvata nella vasca da bagno dell'abitazione, con diverse ferite da taglio sul collo. Con lei sono stati uccisi anche i due figli, un maschio e una femmina, ritrovati senza vita nella loro camera da letto. Una terza bambina di cinque anni è stata ritrovata ancora viva ed è stata ricoverata d'urgenza in ospedale.

Gli inquirenti avevano inizialmente sospettato un caso di omicidio suicidio,ma dopo i primi accertamenti il referto del medico legale aveva parlato di un "efferato pluriomicidio" visti i segni da taglio che avevano sul corpo tutte le vittime, madre compresa. Con il passare delle ore è emersa la reale dinamica dell'accaduto. La madre ha ucciso i figli con un coltello per poi impiccarsi nella doccia con un filo di ferro.

I tagli causati dal filo di ferro sono stati la causa dell'iniziale ipotesi degli inquirenti. Anche la posizione del padre dei bambini non è stata di aiuto. Trovato in ospedale con delle ferite da taglio all'addome è stato interrogato dagli inquirenti come sospettato salvo poi chiarire di essere stato ferito durante una collutazione con la moglie. Proprio durante l'assenza del compagno la donna ha commesso l'omicidio.

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Commenti

mbotawy'

Lun, 27/10/2014 - 16:27

Bella gente questi assassini immigrati. Sono stati portati per la nostra "Crescita?"

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lettore57

Lun, 27/10/2014 - 16:41

Una risorsa

antowen

Lun, 27/10/2014 - 16:47

importiamo la loro `cultura`

Mechwarrior

Lun, 27/10/2014 - 16:48

Proibire i coltelli e le mannaie

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ContessaCV

Lun, 27/10/2014 - 17:11

Che bella cultura e che belle persone facciamo entrare sul nostro territorio. E poi ti dicono che sono una risorsa ..... povera Italia.

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giangol

Lun, 27/10/2014 - 17:13

l'islam simbolo della pace,,,,

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Loudness

Lun, 27/10/2014 - 17:14

Bisogna avere rispetto, sono stati importati per farci crescere culturalmente e pagare le nostre pensioni...

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mr.cavalcavia

Lun, 27/10/2014 - 18:27

Se queste sono le risorse, mandatele alla prossima Leopolda. Jeans e camicia bianca, con la mannaia in mano, sarebbero più "cool" dei Briornvega sullo sfondo del palco. Te lo spiegano poi loro come far funzionare l'I-phone col gettone.

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frank60

Lun, 27/10/2014 - 18:31

Sono perfettamente integrati,sono risorse aggiunte!

Ritratto di sempreforzasilvio#

sempreforzasilvio#

Lun, 27/10/2014 - 18:59

Che vergogna! Perche' non imparano da noi italiani che questi orribili delitti non li abbiamo mai compiuti?

gio 42

Lun, 27/10/2014 - 19:10

Buonasera, più che parlare d'immigrazione bisogna parlare dell'impatto devastante che nel giro di 20/30 anni ha avuto su queste cose il divorzio. Non passa giorno che le cronache non parlino di questa povera gente, e alla base c'è sempre litigi separazioni divorzi forzati da parte di uno solo dei genitori, e chi ci rimette sono sempre i figli. Ora non è che prima del divorzio le coppie andassero tutte d'accordo ma non si arrivava mai a questi drammi o comunque raramente, andate a rileggere le cronache di 50/60/70 anni fa e vedrete che sui giornali di queste cose non se ne parlava. Ora invece sembra quasi una moda. Tu mi lasci? ed io faccio una strage, che poi l'uomo essendo di natura un gregario emula gli altri e fa come fanno tutti. Ora non passa giorno che le cronache non parlino di queste tragedie. Una bella conquista il divorzio, una conquista che eleva l'uomo, della quale l'uomo può andare fiero. Saluti

Linucs

Lun, 27/10/2014 - 19:26

"Femminicidio."

Ritratto di Carlo Marra

Carlo Marra

Lun, 27/10/2014 - 21:50

Sono una risorsa! Lo dice il PD (Partito di dio)aiutiamoli e facciamoli votare (sinistra ovv.); Sono nostri frittelle e sorelli! IMPARATE DA ME:io gli bacio i piedi e poi li lavo (Franceschiello) Buon Pranzo. Allegria. Ha da venì baffo!

istituto

Mar, 28/10/2014 - 09:05

Quello che non si dice nell'articolo e che la famiglia in questione e tutte le altre famiglie che abitavano nel palazzone romani , sono li' okkupanti da tantissimi anni. Ieri nei telegiornali, e' stata intervistata una responsabile di una associazione che ''favorisce'' (SI avete capito bene, ''favorisce'' queste occuoazioni....) che parlava serenamente di tutte quelle persone che okkupano il palazzone , di famiglie perbene che sono rimaste esterrefatte dall'agghiacciante fatto di cronaca e parlava anche ''del percorso di inserimento (si avete capito bene, io ero basito quando ho sentito la frase) che queste persone fanno una volta ''entrate'' negli appartamenti okkupati. Se fossimo un paese ''normale'' la tipa sarebbe gia' dentro per favoreggiamento, ma non siamo un paese normale. Chissa' cosa deve aver pensato e detto questa famiglia marocchina ai compaesani :''Questoe' il paese della cuccagna, ti vengono a prendere sulla costa e poi toi fanno entrare aggratis nelle loro abitazioni'' Ti credo che poi vengono da noi a frotte, questo e' il Paese della cuccagna, mica quello di Pinochio !!! Un'ultima cosa : chissa' se gli okkupanti del palazzone romano pagano la Tasi e Tarsi....voi che dite ? Adda veni' la Lega.

angelomaria

Mar, 28/10/2014 - 09:54

CHE SCUSE LA MAGISTRATURA TIRERA FUORI STAVOLTA!!!!!

gio 42

Mar, 28/10/2014 - 09:55

Buongiorno, mai verità fu più sacrosanta. Questo è per i non italiani di qualsiasi nazione, VERAMENTE IL PAESE DELLA CUCCAGNA e per certi versi anche il PAESE DEI BALOCCHI. D'altra parte sono i genitori di questa gente che viene da lontano, che dal dopoguerra al 2000, a prezzo di grandi sacrifici ha ricostruito il paese dalle rovine della guerra e lo ha portato lavorando nelle fabbriche, che somigliavano più a gironi danteschi che a posti dove vivere e lavorare, piene di rumori d'inquinamento e d'amianto ad essere uno dei paesi più industrializzati del mondo. Giustamente l'Italia e quel po' di benessere l'hanno costruito loro, impastando cemento alla domenica. Saluti