Romagna e Salento uniti per difendere "l'industria della notte"

L’obiettivo concentrato in uno slogan è «riscoprire la notte» e farla evolvere in modo positivo e sicuro

Cocoricò, foto d'archivio

Il mondo e l’industria della notte, dell’intrattenimento e dei locali da ballo lancia da Lecce la sua controffensiva. L’idea di fondo è quella di unire sotto le stesse bandiere due grandi poli del divertimento come la Riviera Romagnola e il Salento e avviare un confronto annuale su come valorizzare un settore troppo spesso demonizzato, ma capace di produrre ricchezza e depositario di un grande potenziale inespresso.

L’obiettivo concentrato in uno slogan è «riscoprire la notte» e farla evolvere in modo positivo e sicuro. L’appuntamento è fissato il 27 e 28 novembre nella sale del Castello Carlo V a Lecce dove i principali attori del turismo e dell’economia della notte italiana nel corso di un’iniziativa dal titolo emblematico, «Tenera è la notte», promossa dall’associazione nazionale comuni (Anci), dal prefetto e dal sindaco di Lecce, Claudio Palomba e Paolo Perrone, dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi, dall’organizzazione di categoria delle discoteche, il Silb, con il suo presidente, Maurizio Pasca, e dal deputato Sergio Pizzolante, si confronteranno sulla necessità di una pogrammazione e una comunicazione diverse rispetto a quelle del recente passato. «Tenera è la notte» non è quindi solo uno slogan, ma una vera e propria conferenza programmatica sul turismo, affrontato in tutte le sue principali sfaccettature. La notte come risorsa economica dal potenziale straordinario, da guardare senza troppi sospetti, preoccupazione e allarmi, creando un’alleanza di soggetti pronti a combattere davvero contro le cosiddette «stragi del sabato sera» e l’uso delle varie droghe finalizzate allo «sballo».

L’idea dei promotori è che «le azioni positive scacciano quelle negative» e che pertanto occorre, sull’esempio del Regno Unito che dopo un lungo periodo caratterizzato da incidenti, violenze e decessi, ha saputo ripensare complessivamente la gestione della notte, puntare alla valorizzazione di quello che i britannici chiamano «night time economy» e che vale 66 miliardi di sterline, una quota significativa del Pil.

Oggi la sfida è quella di creare un modello di intrattenimento all’insegna della qualità e che sia realmente, e che venga percepito, come un’opportunità per valorizzare il territorio assieme al tessuto economico e sociale. L’intrattenimento notturno deve consentire alla città e alle proprie attività di re-immaginarsi, di ampliarne le funzioni e le attività, di offrire qualcosa di più e di differente e, al tempo stesso, di catturare un pubblico nuovo che la sola offerta «diurna» non sarebbe in grado di attirare.

La piattaforma per invertire la rotta finora intrapresa prevede un evento annuale che si terrà sempre tra Romagna e Salento (il primo nel 2016 a Rimini e molto probabilmente durante l’edizione della Fiera dei locali da ballo); un premio al locale più virtuoso, attraverso un concorso nazionale che prenderà come parametri di riferimento quali ad esempio sicurezza, impatto urbano, bellezza; un premio alla città più virtuosa, attraverso un concorso nazionale che prenderà come parametri, oltre le attrazioni, anche la convivenza tra turismo giornaliero e turismo notturno; – un concorso nazionale scolastico per i ragazzi che, sotto diverse forme di linguaggio, meglio sanno raccontare cos’è per loro la notte; – la creazione, sul modello inglese, di un coordinamento dei comuni con un’economia notturna più vivace per suggerire iniziative legislative; – proposte legislative tese sia a valorizzare l’economia della notte che ad aumentare sicurezza e responsabilità (collaborazione locali con forze dell’ordine per prevenire forme di spaccio di sostanze stupefacenti nei locali: prevenzione medica attraverso obbligo di personale para-medico all’interno dei locali «a rischio»); l’attivazione di un vero e proprio osservatorio sui dati economici italiani sull’impatto dell’economia della notte, a partire da quelli che saranno esposti a Lecce, che mostreranno quanto essa pesa nell’economia nazionale e in quale modo la notte può essere valorizzata per rappresentare un volano ancora quasi totalmente non sfruttato per far crescere il Pil.

Commenti

Giacinto49

Gio, 26/11/2015 - 17:57

Ma la notte, salvo eccezioni(rare), non è quella che si usa per dormire??

joecivitanova

Ven, 27/11/2015 - 01:01

Bravo Giacinto 49. Comunque qualche nottata da giovani l'abbiamo fatta tutti. ... Quante belle parole dai 'signori della notte' qui sopra, che creano tanto pil e tanti posti di lavoro. Secondo la mia modesta intelligenza l'unica cosa che riusciranno a programmare, coordinare e monitorare sarà quante e quali pasticche i giovani ingurgiteranno durante le nottate ( insieme agli alcolici ) in modo poi da poterli salvare in tempo, quando vanno in coma, prima che muoiano e quindi salvare vite umane( che sarebbe già qualcosa). Poi dopo qualche anno faranno una legge che renderà legali alcune anfetamine per combattere lo spaccio legato alla malavita e poi ..... Un caro saluto a tutti. Giuseppe.