Romeni in fuga: ecco l'evasione da Rebibbia

Assume i contorni del giallo la notizia dellacattura a Tivoli dei due detenuti evasi ieri dal carcere di Rebibbia. Dapprima rilanciata dal sindacato della polizia penitenziaria Fns Cisl Lazio,la notizia della cattura dei due in un appartamento a Tivoli da subito nonera stata confermata dai carabinieri

Assume i contorni del giallo la notizia dellacattura a Tivoli dei due detenuti evasi ieri dal carcere di Rebibbia. Dapprima rilanciata dal sindacato della polizia penitenziaria Fns Cisl Lazio,la notizia della cattura dei due in un appartamento a Tivoli da subito nonera stata confermata dai carabinieri. Anche in procura, secondo quanto si èappreso, l’informazione non ha trovato riscontri. Successivamente anche lastessa Fns Cisl, attraverso il segretario generale aggiunto MassimoCostantino, ha fatto marcia indietro, smentendo in un altro comunicatol’avvenuta cattura. Intanto emergono nuovi particolari sulla fuga.

I due detenuti romeni ricercati dopo la clamorosa evasione dal carcere di Rebibbia hanno superato tre sbarramenti prima di darsi alla fuga. È quanto emerge da una prima ricostruzione dell’accaduto. Innanzitutto, i due hanno segato le sbarre del magazzino situato nel reparto G11 di Rebibbia, un locale all’interno degli spazi detentivi usato come deposito e posto vicino alle docce; a questo punto si sono calati dal muro esterno, alto 7-8 metri, con delle lenzuola. Arrivati a terra, si sono spostati verso l’intercinta; quindi avrebbero usato dei bastoni, realizzati unendo fra loro diversi manici di scopa, per issare e agganciare al muro di cinta, alto 5-6 metri, delle lenzuola a cui erano fissati dei ganci di metallo rudimentali realizzati dagli stessi fuggitivi. Calatisi dal muro di cinta, i due si sono poi arrampicati sulla rete elettrosaldata, superando così l’ultimo sbarramento. Per segare le sbarre del magazzino gli evasi potrebbero aver usato un seghetto a ferro: uno dei due evasi, Florin Mihai Diaconescu, aveva a disposizioni arnesi di questo tipo perchè era un lavorante: detenuto dal 2008, svolgeva come altri detenuti lavori di manutenzione all’interno del carcere. I due infine si sarebbero allontanati - secondo le prime ricostruzioni - salendo su un autobus e non ci sarebbe stata quindi un’auto ad attenderli

Commenti

dondomenico

Lun, 15/02/2016 - 17:46

ma la Polizia Penitenziaria era in ferie?