Saldi al via in due regioni Ma solo poche famiglie intendono approfittarne

Secondo le associazioni dei consumatori e degli esercenti, solo il 35% delle famiglie intende fare acquisti. E non spenderanno più di 200 euro

Sono iniziati in due Regioni (Campania e Basilicata) i saldi. Nel resto d'Italia partiranno solo sabato, ma le previsioni sono tutt'altro che rosee: secondo Federconsumatori, infatti, solo il 36%-37% delle famiglie (circa 8,9 milioni) ha intenzione di approfittare degli sconti. Un andamento dettato soprattutto dal forte calo del potere di acquisto registrato negli ultimi anni, nonché dai pesanti aumenti che si prospettano per il 2014 (+1.384 euro a famiglia).

E anche chi si butterà nello shopping starà attento al portafogli: il budget medio stimato da Federconsumatori sarà di appena 194 euro a famiglia (-11,3% rispetto allo scorso anno), per un giro di affari complessivo di soli 1,73 miliardi di euro. Cifre che arrivano appena a 250/300 euro per Confesercenti, che ricorda come gli italiani siano frenati dalla preoccupazione per gli aumenti e come il settore abbiagliamento e calzature viva un momento di estrema difficoltà.

Previsioni nere anche dal Codacons, secondo cui i saldi segneranno una riduzione media del 12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali. Solo il 35% delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante gli sconti (contro il 40% del 2013). La spesa media delle famiglie non supererà quota 200 euro. Il Codacons mette in guardia anche da possibili comportamenti sleali e consiglia i consumatori ad andare oggi e venerdì nei negozi, in modo da controllare i prezzi effettivamente praticati per poter "verificare la bontà dello sconto che sarà applicato sabato".

L’associazione di consumatori consiglia inoltre di diffidare di percentuali di sconto superiori al 50%: un commerciante non può avere, salvo nell’alta moda, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Bisogna ricordarsi, inoltre, di conservare sempre lo scontrino: tutti i capi compresi quelli in svendita si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso e se il cambio non è possibile avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Ci sono due mesi di tempo, e non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

Commenti

linoalo1

Gio, 02/01/2014 - 16:45

I soliti gufi!Non sarebbe meglio stare zitti piuttosto di doversi rimangiare le parole?O,forse,volete solo mettere in guardia gli Italiani?Certo che,con questi presupposti,la gente,anche se ha i soldi, non è invogliata a spenderli!Lino.