Al San Raffaele «Salute allo specchio» accompagna le pazienti a ritrovare se stesse

A distanza di un anno, il progetto «Salute allo specchio«z dell'Ospedale San Raffaele di Milano ha raggiunto importanti obiettivi, tanto da convincere la direzione a inserirlo nel percorso di cura delle pazienti dei reparti di ginecologia e oncologia medica. Tutto questo per andare oltre la cura farmacologica, con l'intenzione di supportare un'iniziativa che possa diventare parte integrante delle cure offerte.

Sono 50 le donne che quest'anno sono state accompagnate alla cura del proprio aspetto grazie al team, coordinato da Angelica Noviello, consulente di Estetica Specializzata (nella foto, con il suo team) , che ha proposto massaggi rilassanti e consigli per idratare e rendere più luminosa la pelle con prodotti ipoallergenici di alto livello, tecniche e strategie per truccarsi e trovare soluzioni per ovviare agli effetti collaterali dei trattamenti (chirurgici, chemioterapici, radioterapici).

Dagli incontri, queste donne sono uscite con con uno sguardo e una postura nuovi e, soprattutto, con un atteggiamento positivo di persone forti non disposte a chiudersi in casa e a deporre le armi. Il progetto «La salute allo specchio» è stato ideato dai medici Valentina Di Mattei e Giorgia Mangili per il San Raffaele, in collaborazione con l'Universita Vita-Salute San Raffaele e prevede una serie di incontri di gruppo a cui partecipano psicologi, esperti di estetica (una stilista, una truccatrice professionista, un'esperta di estetica oncologica) e volontari AVO. A oggi, «Salute allo Specchio» è un progetto non supportato economicamente dal Ssn (Servizio Sanitario Nazionale) ed è cresciuto grazie all'aiuto di volontari e alle donazioni di chi crede fortemente nella cura della persona per combattere la malattia. Questo perché il recupero della salute non è l'unica sfida che le pazienti oncologiche e gli specialisti del San Raffaele si sono posti come unico obiettivo. C'è qualcos'altro che tocca da vicino le pazienti: è la perdita della propria immagine e della propria identità, che si modifica con il progredire delle cure. Grazie alle iniziative del progetto si aiutano le donne a ritrovare il desiderio di prendersi cura del proprio aspetto per stare meglio con se stesse e con le persone che hanno accanto.

Più vanità per guarire dentro e fuori e un importante contributo arriva anche dal fotografo Ivan Genasi che, con i suoi ritratti realizzati prima e dopo il trattamento estetico, riesce a valorizzare le pazienti che allo specchio ritrovano la loro immagine di donna che si credeva persa.