Sardegna, il calo delle nascite diventa emergenza

Circa 4mila in meno dal 2010. Un primato negativo preoccupante. E a Ravenna il sindaco grida al "rischio estinzione"

Sardegna dei record. Ma questa volta per un dato che desta molta preoccupazione: l'isola è ai primi posti per diminuzione di nascite. Tanto che ieri a Cagliari si è tenuto un dibattito intitolato: "Culle vuote. Sardegna e denatalità". Ci sono circa 4mila nascite in meno dal 2010. E si è passati da 13 mila 538 nati del 2010 a 10 mila 142 nati del 2017. E solo nel 2018 ci sono state 485 nascite in meno rispetto all’anno precedente. A spiegarlo su sito galluraoggi.it è Rossella Mura, presidente della sezione sarda della Società italiana pediatria e direttore di Oncoematologia pediatrica e patologia della coagulazione all'ospedale Microcitemico “Antonio Cao”, Azienda Brotzu.

La Società Italiana di Pediatria opera in Italia da 120 anni. “La nostra missione è tesa a promuovere e tutelare la salute fisica e psichica del neonato, del bambino e dell’adolescente. Su questi temi vogliamo essere presenti e protagonisti nel dibattito sociale e culturale. Per questo puntiamo a promuovere una riflessione sul tema della denatalità che ha raggiunto nella realtà regionale sarda proporzioni allarmanti” ha spiegato la dottoressa Rossella Mura.

Ma la Sardegna - nessun Comune escluso - non è l'unica area a destare preoccupazioni a proposito dell'emergenza relativa al calo delle nascite. Secondo quanto si legge sul sito piunotizie.it ai Comuni sardi si affianca Ravenna. Il capoluogo romagnolo registra un tasso di fecondità che non supera l'1,1% tant'è che lo stesso sindaco, Michele De Pascale, ha lanciato l'allarme parlando, senza mezzi termini, di "rischio di estinzione" con un calo delle nascite del 30% negli ultimi sette anni.

Commenti

cgf

Sab, 02/02/2019 - 19:49

vanno tutti a partorire nel continente, ovvio... vuoi mai che.

stefano751

Sab, 02/02/2019 - 23:28

Si è arrivati a questa realtà allucinante sia per le leggi sull'aborto, sia per il disimpegno dei governi comunisti verso la famiglia. Come si può formare famiglia se non si ha un lavoro o un contributo statale? E poi se in Italia si inizia a lavorare a 45 anni mi sapete dire come sia possibile fare più figli? Al massimo uno se viene.