Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico

Quelli che hanno fallito i pronostici ora danno la colpa al popolo dei propri errori

Si può sbagliare, anche più di una volta. Prima, però. Sbagliare dopo, o meglio continuare a farlo, è in alternativa da pazzi o da malafede. Perché qui non si tratta del giudizio su Donald Trump, quello è libero. Il problema è continuare a ripetere il cliché del «voto ignorante», è insistere sui reietti, sui creduloni, sui fanatici, sui forgotten men. Prima del voto, lo stereotipo era condiviso: non c'era un solo giornale e un solo analista che tracciasse ritratti alternativi dell'elettorato trumpiano. Così come non lo facevano Hillary Clinton e il suo staff, nonché tutti i suoi fan in giro per il mondo. Ed è il motivo per cui di fatto hanno sbagliato tutte le previsioni. Questo, però, era prima dell'8 novembre. Commesso l'errore, uno che fa? Azzera e riparte. Legge i numeri, interpreta i sentimenti, comprende. E ricalibra. Invece stavolta non è successo.

A 96 ore dal voto, con i dati sotto il naso e gli occhi, il pregiudizio acceca ancora, facendo commettere l'errore del dopo. Che è un errore diabolico. Non ha giustificazioni, se non quelle ideologiche e culturali, dove per cultura s'intende la subcultura della prepotenza per cui «chi non la pensa come me è un becero». Ancora ieri i giornali italiani - e per la verità anche alcuni americani - continuavano a scrivere frasi simili a queste: «Tanti elettori di Trump non si vergognano della loro ignoranza» (Massimo Gramellini). Oppure: «La sua vittoria è figlia del peggior vecchiume reazionario di una tragica, deprimente America bigotta, ignorante, e maniaca delle armi». Poi gli scrittori come Jonathan Safran Foer che si «vergogna», che giudica «giusto» scendere in piazza perché adesso l'America è un «regime». Si segnala che il regime si chiama democrazia e, per quanto anche a molti in Europa, pure non di sinistra, possa spaventare Trump alla Casa Bianca, il processo democratico è ancora la base della nostra cultura e di ciò che ci distingue dai regimi (quelli sì) del Medio Oriente e di altre zone del mondo. Poi c'è un fatto, più semplice, ma evidentemente inaccettabile se viene contestato anche di fronte ai numeri: a portare Trump alla presidenza non sono stati gli ignoranti, né gli emarginati, né i reietti, né i fan delle armi, per quanto anche questi - tutti - abbiano ancora diritti identici a chi è laureato, ricco e metropolitano. Oppure vogliamo dire che il voto di chi ha un titolo di studio debba valere di più?

Trump ha preso la maggioranza dei voti di tutte - tutte - le fasce di reddito sopra ai 50mila dollari, ha preso il 45% tra i laureati e il 37% tra quelli con un titolo di studio superiore alla laurea, mentre tra chi ha un diploma ha preso il 51% e tra chi non ha neanche un diploma il 52%. Sono quelli che i Gramellini del mondo chiamano ignoranti e sostengono che siano orgogliosi della loro ignoranza. Anche qui conviene ricordare che nel 2008, Obama arrivò al 62% tra quelli senza diploma superiore e al 52% per quelli col diploma. Quindi? Anche quei voti non andavano bene?

Altra questione: si dice con disprezzo che Trump abbia vinto per merito delle zone rurali. A parte che, anche in questo caso i dati dicono spesso il contrario (come in Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, tutti decisivi), vogliamo dire che i campagnoli contino meno?

Ci si prende gioco della verità per disprezzare, con il risultato di cadere nel ridicolo oltre che nella malafede. Diabolico, appunto. Perché si mente sapendo di mentire, alimentando luoghi comuni comodi e stereotipi ancora più comodi. Serve a spiegare perché giornalisti, intellettuali, analisti non abbiano capito all'inizio, ma anche perché - ed è molto peggio - continuino a non capire. Neanche se a spiegarglielo con chiarezza è una di loro, come Margaret Sullivan sul Washington Post: «I giornalisti volevano sapere esattamente come (Trump) avrebbe fatto a deportare tutti gli immigrati irregolari, o esattamente come si sarebbe sbarazzato dello Stato Islamico. Volevamo i dettagli, ma molti elettori pensano in modo diverso: prendono Trump sul serio, ma non letteralmente. Loro sanno che Trump non farà costruire un muro lungo il confine sul Messico, quello che sentono però è che avremo una politica immigratoria più sana e giusta. Trump, apparentemente, ha raccolto la rabbia degli americani verso argomenti come il commercio e l'immigrazione. E anche se molti giornali e giornalisti hanno raccontato la frustrazione e la crisi di questi americani, non li abbiamo presi abbastanza sul serio». Quello è stato un errore, evidentemente. Continuare a non voler capire, né a prendere sul serio ciò che è accaduto è semplicemente stupido. O così presuntuoso da essere oltre la stupidità.

Commenti

paolonardi

Sab, 12/11/2016 - 08:35

Spno un laureato, docente universitario in pensione e, da molte parti forse immeritatamente, mi viene riconosciuta una cultura superiore e sarei stato un elettore di Tramp. E' strano che Gramellini non si sia accorto di aver descritto nel definire il prototipo di chi ha votato Tramp come contadino, incolto e bigotto il nostro primo ministro.

unz

Sab, 12/11/2016 - 08:41

Il problema non è se Trump sarà o non sarà un buon presidente, ma che la sinistra non abbia memoria e occhi per vedere che ogni volta che ha governato da sola ha distrutto economie, nazioni, libertà e persone. Quando invece ha governato in coalizione, come capita in mezzo mondo, i suoi voti determinanti per non far cadere i governi, hanno portato avanti politiche che hanno generato povertà, insicurezza sociale, contrasto alla sicurezza invece che alla delinquenza, garantismo verso i criminali e inflessibilità verso gli oppositori politici, derisi sempre cone ignoranti. Le promesse delle ideologie sinistre erano roboanti, le realizzazioni sempre deludenti quando non devastanti. La denocrazia vuole che i loro eletti li si debba mantenere attraverso la contribuzione. È giusto, ma è un vero peccato.

Ritratto di wtrading

wtrading

Sab, 12/11/2016 - 08:46

Articolo ineccepibile. Aggiungerei, Dott. De bellis, che non deve passare la subdola propaganda ( che gia' intravedo tra i media "progressisti" ) che Trump governerebbe " per gentile concessione"! Questo,si, sarebbe un disastro.

Pigi

Sab, 12/11/2016 - 08:50

Possono perseverare quanto vogliono, ma perdono le elezioni. La sinistra al caviale, quella che dice che i muri non servono, mentre vive in quartieri esclusivi protetti dalla vigilanza privata, prospera creando problemi ai cittadini, con l'immigrazione e con la burocrazia. Rispetto agli Usa noi abbiamo un problema di democrazia: possiamo votare quanto vogliamo, ma poi arrivano Junker, Renzi e Mattarella che dicono che si fa come vogliono loro.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Sab, 12/11/2016 - 08:53

La democrazia è questo: la quantità conta più della qualità. E gli ignoranti sono sempre più delle persone competenti... La sinistraglia però apprezza gli ignoranti solo quando votano per loro... IPOCRITI.

roberto.morici

Sab, 12/11/2016 - 09:19

Non so se sia vero che i nostri geniali analisti stiano sbagliando a criticare gli "ignoranti" elettori americani. I nostri giornalisti fanno bene il loro mestiere. Evidentemente abbiamo dimenticato i severi commenti dei nostri eroici opinionisti in occasione della elezione di Monti, Letta e Renzi avvenuta con l'enorme maggioranza del voto...Napolitano.

giusto1910

Sab, 12/11/2016 - 09:31

Una prima vittoria certa ha ottenuto Trump: svelare il volto fascista della sinistra radical-chic che non vuole accettare il voto democratico.

Ritratto di Stangetz

Stangetz

Sab, 12/11/2016 - 09:32

Il nulla che è Gramellini è evidente e non perderei altro tempo. Da Serra, del quale non ho mai condiviso una parola, mi sarei aspettato un po' più di pragmatismo e buonsenso ma tant'è. Vorrei solo far notare ai nostri, come in realtà i voti degli ignoranti politicamente (non ignoranti tout court)vadano in genere ai loro amichetti tipo Obama e compagnia fighetta. Molti amici che non frequentano le vicende politiche erano e sono spaventati da Trump, grazie alla campagna mediatica che gli è stata scatenata contro, non certo dai suoi programmi che non hanno mai sentito ne letto. Loro non avrebbero mai votato Trump. Non mi sembra perciò azzardato dire che in tutto il mondo chi non capisce di politica e non ha un pensiero autonomo voti questa sinistra tanto brava a costruire idoli di cartone. Idoli che marciscono velocemente e generano i Trump.

guardiano

Sab, 12/11/2016 - 09:33

Se dovessimo agire in nome della democrazia che professano questi democratici, avremmo già tolto loro la tessera di giornalisti e impedito di scrivere scempiaggini.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Sab, 12/11/2016 - 10:01

E' nel dna dei sinistri. Dicono siamo tutti uguali, ma se voti diversamente da loro, apriti cielo, si sprecano gli epiteti, diventi peggio di un animale, e il voto democratico chiaramente non vale. Vorrebbero rivotare fino a che non vincono loro, come i bambini.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Sab, 12/11/2016 - 10:04

Provate a pensare il contrario, avesse vinto decisamente la Clinton e tutti gli oppositori in piazza a contestare, dicendo le peggiori cose sulla sua persona. Sarebbe scoppiata la guerra civile. Non si accorgono che fomentano un odio tale da portare anche ad una guerra. Anche per quella poi, darebbero la responsabilità agli altri, come hanno sempre fatto nella storia.

rudyger

Sab, 12/11/2016 - 10:07

tutti i caporioni europei vogliono conoscere i dettagli della politica di Trump. Intanto, ha detto a Obama di stare zitto durante questo periodo e questa è una risposta anche logica. Non si sputtana come noi. Secondo , non è stato insediato ufficialmente e intelligentemente lascia chiaccherare gli altri (soprattutto gli eureopodi) per cercare di capire i loro timori. Si stanno tutti a cagare sotto. vede chi vuole salire sul carro del vincitore. terzo, se a bruxeselle non se la piantano di dire stron.... ce la farà pagare a tutti. Giornalai, state calmi.

liberoromano

Sab, 12/11/2016 - 10:11

Paolonardi, come accidenti hai fatto a laurearti e a insegnare se non sai nemmeno usare la virgola?

liberoromano

Sab, 12/11/2016 - 10:15

Il problema non è di certo l'elezione di Trump. Il presidente conta nulla. Chi prende le decisioni sono le banche e i poli finanziari occulti, lui si limita a incassare la sua parte e a ratificare. Il problema è che gli USA sia stati costretti a scegliere fra i due peggiori candidati della storia.

cicocichetti

Sab, 12/11/2016 - 10:16

@paolonardi sicuramente immeritata. sarai pure laureato, intanto si scrive TRUMP e non TRAMP (che vuol dire un'altra cosa). Inoltre nell'ultima frase hai sbagliato completamente la punteggiatura, rendendo il periodo indecifrabile nella lingua italiana.

marinaio

Sab, 12/11/2016 - 10:18

PAOLONARDI: Lei sarà anche un ""docente universitario in pensione con cultura superiore"", ma, mi perdoni, lei ha scritto due volte Trump con la "A" e non con la "U". E' un errore di poco conto, ma da un docente di cultura superiore mi aspettavo altro. La saluto cordialmente.

M_TRM

Sab, 12/11/2016 - 10:20

Il desiderio di sentirsi élite è direttamente proporzionale all'ignoranza o alle deficienze di personalità. Da destra e soprattutto da sinistra è un fiorire di giornalisti, artisti, gente comune che non vanno "verso" una scelta o un programma, ma fuggono dall'altra. È sentita come una vergogna anche la sola ammissione di simpatia verso Berlusconi o Trump (che oggettivamente simpatico non è): chi ha complessi di interiorità reagisce facendosi portavoce del branco e più ha problemi di personalità più accesi i toni. Poverini.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Sab, 12/11/2016 - 10:31

Eh già. Il suffragio universale, ora, non è poi così democratico come si credeva. Talora, anzi, può essere foriero di bieche dittature. Occorre restringere il diritto al vosto ad una ristretta élite di "illuminati" accuratamente selezionata. Dalla sinistra , naturalmente. Ecco, in breve, il Napolitano-pensiero.

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Sab, 12/11/2016 - 10:38

L'interpretazione del voto USA è molto semplice , una fetta della popolazione ha capito che con l'attuale assetto politico finanziario chi domina il mondo è la finanza e le multinazionali , in parole povere si è avverata la visionaria previsione del dominio di USURA . la società occidentale è sempre più divisa di chi stà nell'oligarchia del sistema e si arrichisce o comunque vive benone perchè attaccati alla mammella dello stato oppure perchè conviventi con il sistema ,vedi il 90% dei giornalisti e gli altri. Gli altri hanno votato Brexit e Trump.

AndreaT50

Sab, 12/11/2016 - 11:25

E' la solita storia, se il popolo fa quello che LORO desiderano é un popolo intelligente, se invece fa di testa propria é un popolo di imbecilli, zoticoni ecc...Ma non si vergognano? Ricordo a lor signori radical-shic con la puzzetta sotto il naso ed il conto gonfio in banca che il POPOLO E' SOVRANO. Studiate somari!

elgar

Sab, 12/11/2016 - 11:35

Ma non è la sinistra che ha sempre parlato di uguaglianza? Ora il suffragio universale "per tutti" non va bene? Si sa che non tutti sono colti ma non voglio pensare che proprio alla sinistra dia fastidio il voto dell'operaio, della cassiera, del disoccupato non tutti così profondamente istruiti magari anche perchè molti non hanno potuto studiare in quanto facenti parte delle classi meno agiate ed hanno dovuto lavorare già dall'adolescenza. Perchè se si mette su queste posizioni è anche peggio e certe dichiarazioni potrebbero dar molto fastidio anche ai loro stessi potenziali elettori perchè si sentirebbero snobbati e, per reazione, voterebbero altri e quindi perderebbe consensi ancora. Anche questa è un forma di razzismo. Ovvero discriminare in base alla cultura. Non è coerente da parte di chi dice che siamo tutti uguali.

killkoms

Sab, 12/11/2016 - 11:51

è tipico degli idioti..!

Silvio B Parodi

Sab, 12/11/2016 - 11:56

ho notato che I cxxxxxi esistono sempre, invece di stare sull'argomento, di Paolo Nardi, gli fanno le pulci,, hai dimenticato la virgola??? hai scritto Tramp invece di Trump,possone essere errori di battitura , non so' ma guardate la luna non il dito deficenti sxxxxxxxxxi.

tzilighelta

Sab, 12/11/2016 - 12:18

Tutto confermato De Bellis, ignoranti e creduloni senza speranza di redenzione, ci sono pure laureati ex docenti, bamboccioni convinti che Trump sia alieno a rapporti con l'alta finanza e le banche, intanto ieri abbiamo saputo che nella squadra di governo ex di Goldmam Sachs e JP Morgan costituiranno la spina dorsale del suo staff! Niente di strano naturalmente, almeno per chi non vive sulla luna! I tifosi di Trump in Italia sono gli stessi che tifano B. e allora si De Bellis, ha ragione, perseverare è diabolico!

agosvac

Sab, 12/11/2016 - 12:29

Vorrei chiarire un concetto che è fondamentalmente sbagliato. La laurea è un corso di studi finalizzato ad una professione: ci si laurea in giurisprudenza per fare gli avvocati o i magistrati, in medicina per fare i medici, in ingegneria per fare gli ingegneri e così via. Ma la cultura, quella vera è ben altra cosa. La cultura non richiede una laurea perchè non esiste una "laurea in cultura"!!! La cultura la si fa da soli, non c'è alcun bisogno di andare all'Università. La si ottiene leggendo, leggendo molto e solo quando si capisce ciò che si legge. Nella mia abbastanza lunga vita ho avuto a che fare con contadini molto colti e con laureati che a mala pena sapevano chi fosse, così per dire, Leopardi.

roberto.morici

Sab, 12/11/2016 - 12:40

Sono sicuro che il Signor Nardi non si abbasserà tanto da far notare al Signor cicocichetti che, dopo il punto, sarebbe corretto scrivere con la lettera maiuscola.

Anonimo (non verificato)

guardiano

Sab, 12/11/2016 - 12:45

Premetto non sono acculturato come liberoromano, cicocicchetti e marinaio, ironizzare su una virgola posta male e una vocale sbagliata e non commentare le vergognose offese sparate dai due giornalisti intellettualmente superiori, mi sembra quantomeno ipocrita per non dire fazioso, siete degli schiavetti ideologicamente manovrati.

piardasarda

Sab, 12/11/2016 - 13:32

a 22 anni ho conseguito la laurea in lettere, a 40 la laurea in filosofia, dirigente nella pubblica amministrazione, stando in America il mio voto è andato a Trump. per me e per molti, Obama è stato una delusione su tutta la linea, credere che l'uomo qualunque non pensi era un grosso errore nel passato ma non dimentichiamo che è quell'uomo che negli USA in Francia ha gettato le basi per la democrazia e sempre se la riprenderà.

antoniopochesci

Sab, 12/11/2016 - 13:33

Fino a qualche anno fa la politica si divideva in destra e sinistra: adesso invece tra populisti ed ipocriti.Grazie al ravvedimento operoso, gli illusi e i delusi dal sol dell'avvenire, sono riusciti finalmente ad uscire dall'ovile, dove erano stati rinchiusi dai radical chic che si arrogavano il diritto di illuminarli e guidarli come pecorelle: quindi adesso tana libera tutti. Nessuno mi leva dalla testa che chi si ritiene depositario unico dell'ortodossia politica,la pensi esattamente come il profanum vulgus dei paria tanto disprezzati:solo che è più chic e soprattutto ingrossa più il portafoglio fare il predicatore, il sepolcro imbiancato.

diesonne

Sab, 12/11/2016 - 13:48

diesonne glionfitta avversari di trump non gradiscocno la sua elezione per u unico motivo;hanno scomesso con milioni di dollari sulla sua sconfitta ed hanno perso tutto;il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.-il popolo in democrazia ha sempre ragione-non era necessario scommettere-chi è causa delsuo male pianga se stesso e stiano zitti perché hanno giocato la carta sbagliata

antoniopochesci

Sab, 12/11/2016 - 14:06

Nel clamore degli ipocriti sul pulpito,quelli che,schierandosi nella navata sinistra del Sinedrio, godono dell'immunità di pontificare ex cathedra convinti del dogma della loro infallibilità ( perchè loro so..de sinistra!), risuona assordante il silenzio del chierichetto del "Tempo che fa", quello che... 2 milioni/anno, come obolo da Mamma RAI.

Ritratto di MattyGroves

MattyGroves

Sab, 12/11/2016 - 14:11

@unz: il problema non è vedere se Trump sarà oppure no un buon presidente. Beh, ne prendo atto. Prendo atto che tutto ciò che Lei capisce di politica è il tifo. La cosa importante è che la sinistra (madonna, la Clinton è la sinistra?? ahahahah) abbia perso. Me lo ricorderò. Profonda, come concezione della politica.

Ritratto di MattyGroves

MattyGroves

Sab, 12/11/2016 - 14:14

@pigi. Spiace, ma Lei mi pare proprio a zero per ciò che riguarda le regole della democrazia. Non si vota il presidente del consiglio. Non è così. Non lo è mai stato e lo sarà solo se ci sarà una riforma costituzionale che al momento nessuno propone. Forse esiste solo nei suoi sogni. Ai quali - rispettosamente - la lascio volentieri.

Ritratto di MattyGroves

MattyGroves

Sab, 12/11/2016 - 14:15

@Ausonio: assolutamente d'accordo con Lei. Superato questo primo passo: cosa si aspetta, di positivo, da Trump presidente? Attendo con ansia.

Ritratto di MattyGroves

MattyGroves

Sab, 12/11/2016 - 14:17

@Stangetz, dopo i complimenti per il nick: ma quindi Trump è il frutto marcio di un ideale marcito? Lei se la cava con una frasetta furba alla fine, ma che cosa ne pensa sul serio? Ha il coraggio di scriverlo? E - laddove lo facesse - questo sito glielo pubblicherà?

Ritratto di MattyGroves

MattyGroves

Sab, 12/11/2016 - 14:19

@guardiano. Togliere la tessera a chi scrive? Fa paura, la libertà, vero? Chissà se leggerà mai questo mio commento. Forse la libertà non fa paura solo a lei. A me no. E dunque, se questo commento leggerà, La invito a scrivermi tutti gli insulti che conosce. Li leggerò. E volentieri li confuterò.

buri

Sab, 12/11/2016 - 14:24

i francesi hanno un detto che recita "solo gli imbecilli non cambiamo mai parere" potrebbe essere una spiegazione

Tarantasio

Sab, 12/11/2016 - 14:42

appaiare cultura e sinistra è un equivoco recente e marchiano di cui si ignora l'origine... mai, mai i padri dell'ideologia socialista o comunista hanno messo l'accento su cultura se non per additarla come sovrastruttura borghese e capitalista e contrapporla alla cultura operaia, di classe, dal basso, antagonista, alternativa ecc, secondo la dizione che ognuno preferisce. La sinistra, al massimo, arriva all'istruzione ma non alla cultura...

guardiano

Sab, 12/11/2016 - 18:21

MattyGroves, le rispondo volentieri e le consiglio di leggere attentamente il mio post, perche lei penso non volendo lo ha travisato, la saluto.