Scalea, terra di ’ndrangheta dove nessuno paga le tasse

Nel Comune sciolto per mafia "non esiste l’anagrafe tributaria. E intere zone della città non sono censite"

B envenuti nel paese dove nessuno paga le tasse. A Scalea, provincia di Cosenza, nessuno versa le imposte al Comune. «Né la tassa sui rifiuti, né le imposte sulla pubblicità né sull’acqua. E nessuno dei dirigenti aveva mai sottoposto la questione agli organi competenti». Si è lamentato così, davanti alla commissione Antimafia, l’ex commissario prefettizio del Comune sciolto per ’ndrangheta Salvatore Caccamo, il viceprefetto mandato dal Viminale per gestire l’ordinaria amministrazione prima delle nuove elezioni dello scorso 5 giugno. Nessuno pagava le tasse perché non esisteva un’anagrafe tributaria. E nessuno controllava. «Quando mi sono insediato non era stato approvato il bilancio di previsione del 2014 - ha precisato il viceprefetto - Scalea aveva un deficit di 24 milioni che durante la gestione commissariale si è ridotta a 15 milioni» grazie a una task force messa in piedi dal commissario con funzionari delle Entrate, la Guardia di finanza e «le poche risorse umane dell’ufficio di ragioneria del Comune», visto che «per motivi familiari su nove vigili urbani, sei usufruiscono della legge 104 (quella che consente orari ridotti per aiutare familiari con gravi problemi di salute, ndr)» e quindi i controlli sono impossibili. Nonostante gli sforzi del commissario però per il nuovo sindaco di Scalea Gennaro Licursi ancora oggi almeno il 50% degli abitanti non paga un euro di tasse. Il guaio è che queste persone «devono pure essere individuate». Ci sono zone della città - si è sfogato Licursi all’Antimafia - che non sono addirittura né accatastate né censite». Insomma, Scalea è una specie di città fantasma. Benvenuti al Sud, verrebbe da dire. Scalea è uno dei tanti comuni dove la ’ndrangheta fa il bello e il cattivo tempo. Tre anni fa sono stati arrestati il sindaco, cinque assessori comunali e il capo dei vigili urbani con accuse pesantissime, dall’associazione mafiosa a sequestro di persona, detenzione e porto di armi comuni e da guerra, estorsione, rapina, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento amministrativo, concussione, falso, istigazione alla corruzione e minaccia, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Il sodalizio criminale, secondo le indagini, era al soldo del clan Valente-Stummo, legato alla potente famiglia Muto di Cetraro che li aveva fatti eleggere nel 2010 affinché, una volta eletti, assegnassero concessioni e appalti alle imprese legate alla stessa consorteria ’ndranghetista. Un sistema consolidato, quello dei colletti bianchi legati a doppio filo alla più potente organizzazione criminale al mondo, che si è visto anche nella recente operazione che ha portato all’arresto di Marcello Cammera, potente dirigente del Comune di Reggio Calabria (già sciolto per contiguità con la ’ndrangheta), considerato il riferimento di un presunto «comitato d’affari» che secondo la Dda di Reggio Calabria sarebbe stato in grado di gestire la macchina amministrativa comunale permettendo alle imprese mafiose di ottenere appalti, aggirando o eludendo la normativa antimafia. Si tratta degli stessi colletti bianchi di cui aveva parlato qualche giorno fa il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri: «Prima ancora della politica e della ’ndrangheta, il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione. Direttori generali da vent’anni nello stesso posto, che da incensurati gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso». Difficile, per non dire impossibile, spezzare il triangolo voto mafioso-politico corrotto-dirigente complice. E poi in fondo anche a queste latitudini vale il vecchio adagio statunitense no taxation without representation: tu mandi a casa i politici in odore di mafia che io ho votato? E perché mai dovrei pagare le tasse?

Commenti

Procivile

Gio, 14/07/2016 - 09:59

Sveglia ragazzi, al Sud quasi nessuno paga le tasse, andate a vedere i bilanci dei Comuni e vedrete quanti crediti arretrati ci sono, e lo stesso per le multe. Loro lo sanno, non lo sanno solo quelli del Nord che devono poi ripianare i loro debiti.

giovauriem

Gio, 14/07/2016 - 10:05

anche in italia abiamo le cayman !

giovauriem

Gio, 14/07/2016 - 10:07

è vero anche che l'italia è piena di isole caymagna .

maurizio50

Gio, 14/07/2016 - 10:22

La strada da seguire è una sola : amministrazione militare con proclamazione dello stato d'assedio per almeno 5 anni!!!!

Ritratto di gammasan

gammasan

Gio, 14/07/2016 - 10:38

Colgo l'occasione, con la lettura dell'articolo: spesso, sempre, si fa menzione degli arresti, dei fermi, delle denunce, dei sequestri et similia (per i misfatti risolti) ma poi non si sa più come vanno a finire le cose...Non sarebbe il caso di creare qualcosa di simile ad una rubrica, in ordine temporale, per far sapere a noi poveri onesti come stanno andando i "procedimenti giudiziari"? Sarebbe moooolto consultata!

blackbird

Gio, 14/07/2016 - 10:40

Case non censite? Forse per lo Stato e il Comune, ma per altri, più potenti orgaanizzazioni, sono censite. E le tasse le pagano, non agli Enti pubblici, ma a chi ha in mano il controllo del territorio le pagano. Fino all'ultimo euro, pergiunta! Ma dico io, se con le aerofotografie ti controllano i confini dei campi con uno scarto di qualche decimetro e riescono a sapere cosa ci hai seminato (per via dei contributi CE), possibile che non sappiano deove ci sono case non censite?

Tarantasio.1111

Gio, 14/07/2016 - 10:51

Comunque sia, sindaci di sinistra compreso l'attuale governo che abbiamo non è che stanno dando buon esempio anzi...noi che paghiamo le tasse quando dobbiamo fare un esame medico ci fanno pagare il ticket...ticket lo stato lo chiama così il pizzo...

Una-mattina-mi-...

Gio, 14/07/2016 - 11:33

Equitalia che fa contro questo Paradiso fiscale?

Finalmente

Gio, 14/07/2016 - 11:58

non pagano le tasse ? Renzi è pronto ad intervenire, ma solo se le casse per pagare i suoi amati migranti saranno vuote, in caso contrario potranno andare avanti con i comodi loro... per il pinocchietto non sono questi i problemi, al massimo aumenta le tasse al nord e ha risolto.

wintek3

Gio, 14/07/2016 - 12:41

è una desolante fotografia di quello che avviene in tutto il sud, dove con le debite eccezioni la connivenza tra comuni regioni province e la mafia o come altro si chiama è una costante. Io commissarierei tutto e ci metterei pure l'esercito.

Ritratto di chris7

chris7

Gio, 14/07/2016 - 13:00

@maurizio50 non avrei potuto dirlo meglio

Ritratto di LordPBA

LordPBA

Gio, 14/07/2016 - 13:02

interessante, prossima casa la compro la'

Ritratto di Giorgio_Pulici

Giorgio_Pulici

Gio, 14/07/2016 - 13:54

In questi paesi del sud la democrazia non funziona: bisogna imporre d'autorità dei commissari prefettizi che li gestiscano per almeno 10 anni. Dopo si vedrà.

maleo

Gio, 14/07/2016 - 14:06

Io ho 60 anni e da sempre ho sentito parlare e poi visto con i miei occhi interi paesi non censiti in Calabria.In riva al mare,lungo le spiagge,sorgono case,caette,baracche mai finite ma abitate e con acqua,luce e con scarico rigorosamente a mare......Non esistono e non pagano nulla.Come sia possibile?se solo mi permetto di costruire una cuccia per il cane mi fanno pagare lIMU se va bene o mi ingiungono di demolire con penale ,se va peggio.Eppure la Lombardia è Italia come la Calabria.O no?

aitanhouse

Gio, 14/07/2016 - 14:35

prima di ogni commento sarebbe opportuno fare una visitina a scalea....

Ritratto di gianky53

gianky53

Gio, 14/07/2016 - 14:59

Magnifico esempio del sistema l'Italia che corre. Che ne dice Frottolo?