Gli scandali americani che rischiano di scuotere il Vaticano

Il Vaticano e gli scandali che coinvolgono parte della Chiesa americana. Il cardinale McCarrick, considerato molto vicino al cardinale Farrell, si è dimesso per accuse riguardanti un abuso ai danni di un minore, ma è chiacchierato anche per altre molestie

Il presunto correntone di progressisti presenti in Vaticano è stato preso di mira dai tradizionalisti. Il tutto legato anche agli scandali che stanno emergendo attorno e all'interno della Chiesa americana.

Il caso del cardinal Theodore McCarrick, il porporato dimessosi qualche giorno fa, ha portato con sè degli strascichi. Almeno in termini di riflessioni pubblicate.

L'ex arcivescovo di Washington è accusato di aver abusato di un adolescente quando era un prete di New York. Questo è l'episodio per cui, secondo quanto stabilito dal codice canonico, è arrivata la rinuncia. Ma non solo. McCarrick avrebbe poi molestato seminaristi maggiorenni. Alcuni gesuiti americani hanno suggerito alla Chiesa cattolica di provare vergogna. L'ipotesi che circola, ormai abbastanza consolidata, è che più di qualcuno fosse a conoscenza di questi comportamenti.

"Seppur sia sconvolto dal rapporto, e pur dichiarando la mia innocenza, ho ritenuto essenziale che le accuse fossero segnalate alla polizia, accuratamente investigate da un’agenzia indipendente, e consegnate al comitato di revisione dell’arcidiocesi di New York. Ho collaborato pienamente al processo", ha dichiarato a stretto giro l'ormai ex cardinale.

I presuli americani stanno intervenendo sulla questione con costanza. Viene condannato soprattutto il silenzio di "chi sapeva". Il successore a Washington di McCarrick, il cardinal Donald Wuerl, ha chiesto l'istituzione di una commissione ad hoc deputata a indagare sulla veridicitià delle accuse mosse nei confronti degli ecclesiastici. Il cardinale cappuccino Sean O'Malley, già balzato alle cronache di recente per via di un altro caso, quello del vescovo cileno Barros, ha ribadito che le scuse, in casi come questi, non sono sufficienti. Mentre Roma sembrerebbe cercare di prendere le misure, i cosiddetti "tradizionalisti" appaiono scatenati.

Sì perché McCarrick, all'interno delle consuete categorizzazioni dei vaticanisti, è segnalato come un "progressista". Così come sarebbe progressista quel cardinal Farrell di cui tanto si parla in questi giorni nelle riflessioni pubblicate su siti e blog dati per vicini all'"area conservatrice". "Il cardinale Farrell deve lasciare", si legge sul blog di Marco Tosatti. Sandro Magister, il "principe" dei vaticanisti, ha di recente pubblicato un pezzo in cui scrive di quella che sarebbe la "miracolosa carriera del cardinale Farrell". Perché? Vediamo.

"Ma anche la nomina dell'irlandese Farrell a suo ausiliare (di McCarrick, ndr) suscitò stupore - ha sottolineato il giornalista in un passaggio - ". E ancora: "La sua precedente militanza tra i Legionari di Cristo non deponeva certo a suo favore, visto ciò che cominciava a trapelare sulla doppia vita del suo fondatore Maciel e sulle complicità o i silenzi colpevoli di tanti attorno a lui. Ma McCarrick era ormai una potenza, nell'alta gerarchia americana e non solo. Voleva Farrell accanto a sé e lo ottenne, ordinandolo vescovo di persona".

Lo stesso Farrell, in qualità di vertice del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, avrebbe avallato la presenza del gesuita James Martin al prossimo incontro mondiale delle famiglie a Dublino. I lettori più attenti lo ricorderanno: James Martin è un gesuita, consulente del Vaticano in materia di comunicazione, che sostiene la necessità di costruire un "ponte" tra la Chiesa e la comunità Lgbt. Il fatto che sia annunciato come relatore al prossimo meeting dedicato alla famiglia ha suscitato parecchie polemiche nel mondo tradizionalista. Ulteriori critiche erano già arrivate per via della notizia della nomina a consulente del Vaticano.

A Farrell, insomma, qualcuno attribuisce una "svolta Lgbt" all'interno della Chiesa. A essere "bersagliata" dai "tradizionalisti" per la medesima "svolta" è un'intera corrente dottrinale, composta, secondo il punto di vista di commentatori conservatori, dai cardinali Cupich, Tobin e Farrell. Tutti e tre creati cardinali da Bergoglio e tutti e tre, stando ai retroscena, "fedelissimi" dell'argentino.

Poi c'è una questione del tutto diversa: quella dei sacerdoti della Pennsylvania. Il gran giurì ha definito valide le prove a carico di trecento preti accusati di pedofilia. Il vescovo della diocesi di Harrisburg ha pubblicato l'elenco dei settantuno sacerdoti accusati di abusi ai danni di minori. In Vaticano, insomma, sembrerebbe esserci un bel da fare. Il Papa, in continuità con il suo predecessore, sta affrontando il dramma della pedofilia con mano ferma. Il numero delle dimissioni arrivate dalla sua elezione a oggi non è affatto basso. Segno di come Bergoglio stia agendo senza troppe remore nei confronti di chi è ritenuto colpevole. Delle riflessioni pubblicate sui blog che sono soliti criticare il suo pontificato, invece, Bergoglio ha già dichiarato di non curarsene.