Scandalo Unar, anche Vittorio Sgarbi dice la sua: "I gay non sono una categoria protetta"

Dopo l'inchiesta choc de Le Iene sullo scandalo dei contributi Unar all'associazione gay, Vittorio Sgarbi ha commentato: "Un'associazione di quel tipo non deve essere assistita dai cittadini"

Anche Vittorio Sgarbi ha detto la sua sullo scandalo dei contributi Unar all'associazione gay scoperto grazie a un servizio de Le Iene di domenica sera.

Nell'intervento andato in onda durante la trasmissione Matrix, il critico d'arte ha voluto precisare che la prostituzione non è un reato, "è un reato lo sfruttamento della prostituzione e la prostituzione minorile". "Le puttane e i travestiti - spiega - non devono sentirsi dire che commettono reato. Non è un reato, ma non è un'attività che prevede assistenza. Se in un'associazione si pratica l'attività di metterlo nel culo all'altro quella si chiama attività sessuale o prostituzione e non deve essere assistita con i soldi delle nostre tasse".

Vittorio Sgarbi nel suo intervento ha voluto ribadire più volte che i gay non sono una categoria da proteggere. "Perché un'associazione come la mia in cui si pratica attività sessuale tra uomo e donna non è assistita?!? Non capisco perché se uno è gay deve prendere un contributo in quanto discriminato. Non è affatto discriminato, è gay. Liberamente gay, serenamente gay. Non dobbiamo metterli nel ghetto di quelli che hanno bisogno assistenza. Rispettiamo i gay e non abbiamo bisogno di enti che li assistano". (Guarda il video)

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Mer, 22/02/2017 - 16:04

no cara signora rossi! sgarbi non ha detto la "sua" ma ha solo sottolineato cio che ogni italiano per bene dovrebbe ripetere a voce alta , lei compresa e dato che non lo fa, penso che sia il caso che se ne vergogni.

tonipier

Mer, 22/02/2017 - 16:38

"LA OMOSESSUALITA'COME PATOLOGIA PSICO-FISICA" Si deve anche considerare che sovente la iniziazione alla omosessualità in soggetti predisposti rinviene stimolo ed incentivo dalla voluttà sadica della diversità del rapporto copulare, voluttà che emerge soprattutto nelle conventicole, nei raduni, negli incontri tra uomini e donne proclivi a dismettere l'abito della normalità.

MOSTARDELLIS

Mer, 22/02/2017 - 18:18

E' un ragionamento lapalissiano. I gay NON sono una categoria protetta, per cui non si capisce perché debbano essere assistiti con i soldi dei contribuenti italiani che a malapena arrivano a fine mese, mentre loro fanno orge e prostituzione.

sparviero51

Mer, 22/02/2017 - 18:27

PAROLE SANTE, QUESTA PSEUDO DITTATURA FROCIAROLA DEVE FINIRE !!!

tuttoilmondo

Mer, 22/02/2017 - 18:57

Non sono categoria protetta? Allora come chiamereste un serbatoio di voti cospicuo e sicuro? Ancora c'è chi non capisce come funzionano le cose in Italia. Da noi LA POLITICA SI FA CON LA SPESA PUBBLICA! Non c'è democrazia. C'è solo osceno mercato. Quando 1.500.000 omosessuali vanno a votare, votano secondo convenienza. Gli interessi variano e vanno da assunzioni, carriere assicurate, soldi, come nel casso in questione, e altro ancora. Perciò, sebbene i gay NON DOVREBBERO essere una categoria protetta, di fatto lo sono.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Mer, 22/02/2017 - 21:05

É l´Italia che é marcia ... Giovani che avete a cuore la vostra vita fuggite dalla sudicia fogna ...