La scenografia della Laminam: 880 metri quadrati di nero assoluto

C'è un pezzo d'Italia nel padiglione della Polonia all'Expo: ed è un pezzo da 90, anzi da 880. Tanti sono i metri quadri di pareti ceramiche che immergono il visitatore in una suggestiva scenografia: superfici di un nero assoluto diventano confini e guide di un percorso alla scoperta delle ricchezze naturali del Paese. Materia e forma firmate dall'azienda leader nelle ceramiche di grandi dimensioni, la Laminam di Fiorano Modenese: produce lastre di oltre un metro per tre in tutti gli spessori, per ogni esigenza di design. «Il nostro mercato è il mondo - racconta l'ad Alberto Selmi- esportiamo l'80% della produzione e la Polonia è per noi un Paese chiave. É una nazione giovane, dove l'edilizia è in fermento e materiali all'avanguardia come il nostro sono apprezzati dagli architetti emergenti: come lo studio WXCA di Varsavia, a cui abbiamo presentato una collezione di 150 superfici, per realizzare il padiglione nazionale all'Expo». Una bandiera che si aggiunge a quelle già piantate un po' ovunque dall'azienda italiana: dalla facciata del Jellicoe Building a Johannesburg in Sudafrica agli interni della sede londinese della Morgan Lovell.

Materiale duttile e versatile per natura, la ceramica oggi si apre a nuove tecnologie. Come l'Hydrotect, che grazie alla fotocatalisi sfrutta la luce solare e l'acqua piovana per purificare l'aria, trasformando il rivestimento in una barriera antinquinamento, antibatterica e perfino autopulente. «Siamo l'unica azienda italiana produttrice di grandi lastre a utilizzare questa tecnologia, in collaborazione con il colosso giapponese Toto: le prime collezioni presentate insieme all'ultimo Salone del Mobile hanno suscitato enorme interesse, abbiamo già ordini in corso. E altri ne verranno, perché ogni nostro prodotto potrà essere trattato in questo modo rivoluzionario, quindi si apre una gamma di utilizzi potenzialmente infinita, sia negli esterni che negli interni», spiega Alberto Selmi.

Prossima tappa, la Russia, mercato in crescita malgrado le sanzioni: «Avvieremo una joint venture nel 2016: produrre sul posto ci consente una distribuzione più efficace, oltre che la possibilità di sfruttare la grande offerta di materie prime e i costi energetici contenuti». Ma non per questo l'Italia è trascurata: «Anzi, quest'anno siamo cresciuti ancora del 25%, una percentuale enormemente superiore al mercato dell'edilizia: un segnale di ripresa, che dimostra come anche una produzione apparentemente «matura», come la ceramica, può rinnovarsi. Noi siamo nati sfidando la crisi, nel 2001: e l'innovazione è stata la nostra arma vincente fin dall'inizio. Nel 2014 abbiamo toccato i 40 milioni di fatturato e siamo in linea con le previsioni di 50 milioni per quest'anno. Il nostro stabilimento nel Modenese funziona a pieno regime e stiamo investendo sulla quarta linea produttiva: sarà inaugurata a metà luglio e sfornerà le nuove lastre giganti».