Schiacciato dai debiti, poliziotto diventa rapinatore: la storia di Daniele Lama

Un ex agente dell'antiterrorismo di Pisa viene arrestato per rapina in un supermercato: in carcere ha scritto la sua storia di disperazione e riscatto nel libro "Da grande voglio fare il tenente Colombo"

La storia è degna d'un romanzo d'appendice di Victor Hugo o di Alexandre Dumas: un poliziotto della squadra antiterrorismo che vede la propria vita andare in frantumi, divorzia dalla moglie e finisce nel vortice dei debiti.

Per uscire dalle grinfie degli usurai prende l'arma d'ordinanza e inizia a rapinare supermercati. Quindi viene arrestato ma in carcere si redime e si confessa in un libro che racconta la sua storia.

Protagonista di questo racconto avvicente è Daniele Lama, cinquantenne pisano autore del romanzo "Da grande voglio fare il tenente Colombo", pubblicato da Medea nel 2013. Un lavoro in polizia dal 1990, alla squadra antiterrorismo della Digos: quindi il divorzio, con le spese che continuavano ad aumentare. Poi, la voragine dei debiti.

"Prima il dolore per la fine del mio matrimonio - racconta Lama a La Stampa- poi la vergogna di non riuscire nemmeno a far quadrare i conti: facevo tre lavori insieme, tra polizia, organizzatore di eventi e la ditta edile di mio padre. Sono andato avanti così quindici anni: fino a che la testa non mi ha lasciato."

"Non sapevo a chi rivolgermi, cercando online trovavo solo altre finanziarie disposte a prestarmi altri soldi. Ho scritto a tutti, al Presidente della Repubblica, a Laura Boldrini, che rimase molto colpita dalla mia storia, al Ministro della Giustizia, al Papa".

Così sono iniziate le rapine, con la pistola usata in servizio. In un supermercato di Lucca però è arrivato l'arresto, seguito dalla detenzione in carcere. Dove, grazie all'aiuto dello psicologo del penitenziario, è nato il libro "Bolle di affanno, come uscire dai debiti". L'obiettivo è quello di raccontare la propria esperienza per aiutare chi si trova nella stessa situazione.

Con la consapevolezza che riprendersi non è facile, ma che sapendo riconoscere i propri errori la vita va avanti. "Quando sono uscito dal carcere - racconta Lama - ero sicuro che avrei passato la mia vita solo. Invece ad aspettarmi c’era mia figlia, che mi ha detto: “Che cosa hai perso papà? I soldi? Quelli non li hai mai avuti, ma avrai per sempre me”. Ringrazio lei, la mia compagna, e miei amici, con cui non ho mai trovato il coraggio di confidarmi, ma ora mi sono vicini."

Commenti

Adinel

Lun, 14/03/2016 - 12:20

Mi ha commosso molto questa storia! Auguri di cuori! Mi dispiace moltissimo che nessuno dello " Stato" si sia mosso per aiutarlo! Dopo che lui si ê tolto la sua dignitâ di uomoe ha chiesto aiuto ovunque! Tuttti, cosî pire la Chiesa gli hanno girato le spalle! Che Italia....! che istituzioni!! Per forza fate diventare criminali le Persone!!!! Veramente mi dispiace dell'accaduto! Auguri per una vita migliore!!!!!

ORCHIDEABLU

Lun, 14/03/2016 - 13:21

UNA VOLTA ERAVATE VOI DEL NORD A MERAVIGLIARVI DEGLI ERRORI DI POVERI PADRI CHE RUBAVANO PER MANTENERE LA FAMIGLIA.OGGI VI GIUDICHIAMO NOI DEL SUD.SIAMO PIU' COMPRENSIVI E LASCIAMO DA PARTE I PREGIUDIZI INUTILI TANTO NON SERVONO A NIENTE,MEGLIO CAPIRE AIUTARE SE POSSIBILE E' NON GIUDICARE SOLO IN BASE ALL'APPARTENENZA O SIMPATIE.

Ritratto di gattofilippo

gattofilippo

Lun, 14/03/2016 - 13:24

L'unico rapinatore in Italia a finire in galera, chissà perchè.