Se l'azienda è in crisi non pagare l'Iva non è reato

Il giudice ha dato ragione a un imprenditore: fatturava sette milioni ma non veniva pagato dagli enti pubblici

Un imprenditore non ha pagato l'Iva per oltre seicentomila euro sostenendo di non essere in grado di farlo perché la propria azienda di trasporti è in crisi. Il caso è finito in tribunale e il giudice gli ha dato ragione affermando che in condizioni di oggettiva impossibilità il fatto non costituisce reato: lo ha sentenziato il giudice del tribunale di Avezzano, Stefano Venturini, nel processo a carico di un imprenditore del settore dei trasporti che ha dimostrato al giudice di non avere i soldi per pagare le tasse.

I fatti risalgono al periodo tra il 2007 e il 2009, in piena crisi economica. L’imprenditore aveva fatturato sette milioni di euro di forniture effettuate ad enti pubblici e privati, senza però riuscire ad incassare i soldi a causa delle condizioni di crisi che hanno investito il Paese. Inoltre un carico importante, destinato a raggiungere la Libia, era stato bloccato per questioni di Stato.

Per fare fronte al pagamento degli stipendi di 140 operai l’imprenditore aveva deciso di ipotecare anche i beni di sua proprietà. In seguito ad accertamenti, conseguenti alla richiesta di ammissione al concordato preventivo, il fisco ha scoperto l’irregolarità in merito al versamento di obblighi tributari denunciando l’uomo all’autorità giudiziaria per evasione fiscale. L'avvocato dell’imprenditore, Franco Colucci, dopo aver presentato prove documentali e dichiarative, ha fatto leva sul principio di inesigibilità, convincendo il giudice ad assolvere l’uomo.

Con una sentenza del 7 aprile 2014 la Corte costituzionale aveva stabilito che il mancato pagamento dell’Iva da parte di un'impresa per importi superiori ad euro 50mila e fino a 103.291,38 euro non è più previsto come reato.

Commenti
Ritratto di hernando45

hernando45

Gio, 14/05/2015 - 17:31

Ce ne fossero in Italia di Giudici così!!! Basta STROZZINAGGIO da parte di uno stato sprecone che regala i soldi delle nostre tasse ai Disperfurbi(copyright) di tutto il mondo. Saludos dal Leghista Monzese

Nadia Vouch

Gio, 14/05/2015 - 17:33

Occorrebbe, con urgenza estrema, stabilire cosa sia reato e cosa non lo sia. C'è una confusione assurda, ormai, tra diritto amministrativo, penale e civile. Il comune cittadino non capisce più nulla.

Imbry

Gio, 14/05/2015 - 17:43

ogni tanto qualche buona notizia...

Massimo Bocci

Gio, 14/05/2015 - 18:05

Altrimenti ....... Sei una coop, autorizzata a evadere, dunque Italici.... rinfanciulliti o da interdire che amanti dello sprezzo e del pericolo (se senza padrini PD o coop),vorreste in questo regime di soli...LADRI, avventurarvi nell'ebrezza del fallimento,sicuro e garantito, perlomeno pensate alla famiglia e (alla mafia) e aggiungete dopo il nome della fallita, il suffisso coop, per limitare i danni sicuri di regime!!!!

ritardo53

Gio, 14/05/2015 - 18:12

Ma ci voleva per forza una sentenza? Bastava un mitra e farne fuori parecchi al parlamento e la cosa si sarebbe aggiustata per tutti.

frabelli1

Gio, 14/05/2015 - 18:24

Era la cosa più logica. Come posso pagarti delle tasse se tu non mi hai pagato? Come puoi pretendere, tu, stato, di avere qualcosa indietro da me se tu ancora non mi hai dato quello che mi devi? Dovrebbe essere per tutti così; SEMPRE!!!

Maria Rosa

Gio, 14/05/2015 - 20:39

mai pensato di andare in compensazione? Stato esoso e comunista

Kosimo

Ven, 15/05/2015 - 07:51

non si tratta di mancato pagamento da parte delle aziende, bensì si tratta di furto ai cittadini col risultato che i cittadini sono evasori per mancato pagato dell'iva