Segregata in un tugurio dall'ex marocchino

Dura 48 ore l'incubo per una 64enne di Caserta, fino all'arrivo dei carabinieri nel monolocale dell'uomo allertati dalla denuncia della figlia della donna

Segregata in casa dall’uomo con il quale aveva avuto una relazione in passato. Una donna di Caserta, 64 anni, è stata costretta a sedere in un angolo di un autentico tugurio, guardata a vista dal 57enne di origini marocchine che giurava di amarla. Fino a che sono arrivati i carabinieri a mettere fine all’incubo.

I fatti sono accaduti in provincia di Caserta, quando, come riporta Repubblica, la signora non ha dato più alcuna notizia di sé ai familiari. La 64enne, residente a Maddaloni, da mercoledì scorso era praticamente scomparsa. Èstata la figlia, 41 anni e ristretta al regime degli arresti domiciliari, che ha contattato il 112 e ha dato l’allarme ai carabinieri spiegando loro di non averla più sentita da quando, intorno alle undici del mattino, la madre era uscita di casa.

I militari, accolta la denuncia, si sono immediatamente messi alla ricerca della donna scomparsa. Hanno immediatamente seguito la pista che, poi, si è rivelata quella giusta. Gli investigatori, infatti, hanno cercato Mostafa Siad, 57 anni, che in passato con la signora aveva avuto una relazione. E, venerdì scorso, lo hanno trovato in un minuscolo monolocale del vicino centro di San Felice a Cancello. Guadagnato l’ingresso, i carabinieri si sono trovati di fronte alla scena dell’uomo che, in piedi, sorvegliava a vista la donna che lui riteneva di amare ma che invece costringeva a vivere da segregata.

Il marocchino, resosi conto dell’ingresso dei militari nella sua spelonca, si è lanciato addosso ai tutori dell’ordine tentando di scacciarli. Ma ogni suo sforzo è stato inutile perché i carabinieri lo hanno bloccato e arrestato. La signora, in forte stato di choc, è stata liberata e accompagnata dal personale sanitario del 118, allertato dagli stessi militari. Aveva alcune macchie di sangue sulla schiena e i medici le hanno riscostrato diverse ferite da escorazione alla zona dorsale.

L’uomo, che stando ad alcuni media locali avrebbe addirittura rivendicato il “possesso” della donna: “E’ mia”, avrebbe urlato ai carabinieri che avevano fatto irruzione in casa sua. L'uomo adesso è stato trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Qui resta in attesa delle decisioni sul caso che intenderà opportuno assumere l’autorità giudiziaria. Mostafa Said deve rispondere di sequestro di persona e lesioni personali.