Sette euro per più potere di acquisto e occupazione

Il mercato dei buoni pasto e gli effetti dell'entrata in vigore della nuova soglia di esenzione fiscale a 7 euro, nel caso di ticket digitali, sono stati messi sotto la lente d'ingrandimento di una ricerca condotta da Openeconomics e Università di Tor Vergata. Nel 2014 in Italia i buoni pasto hanno generato un giro d'affari di 2,7 miliardi di euro. Ogni giorno circa 2,3 milioni di persone utilizzano i ticket presso oltre 120mila affiliati.

Dal 1998, la soglia esentasse dei buoni pasto è ferma a 5,29 euro. A oggi il valore medio di un ticket fornito da aziende e Pubblica amministrazione è di 5,51 euro, un valore spesso insufficiente per acquistare un panino e mezzo litro d'acqua minerale. L'aumento della soglia a 7 euro per i buoni elettronici riduce al minimo gli oneri per le aziende e annulla quelli a carico del dipendente, che si ritrova circa 400 euro in più di reddito disponibile. Se il 70% dei buoni pasto tra i 5,29 e i 6,99 euro si convertisse in ticket digitali da 7 euro, secondo i ricercatori si genereranno oltre 73mila nuovi posti di lavoro, concentrati soprattutto nei pubblici esercizi (quelli che, tra l'altro, offrono più opportunità di prima occupazione ai giovani). Inoltre, il valore del settore dei buoni pasto salirebbe dall'attuale 0,72 all'1% del Pil.