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Snaidero: «Ci aspetta un 2015 impegnativo ma straordinario, ricco di eventi. E faticoso...»

La Commissione Ue si accinge a varare restrizioni significative sulle scelte dei consumatori vietando una gamma di prodotti per l'illuminazione molto diffusi. Conseguenza: i consumatori non potranno più acquistare tutte le lampade «Eco» alogene per uso domestico dal 2018 in poi. LightingEurope, l'associazione che rappresenta il settore dell'illuminazione a livello europeo, è fortemente preoccupata per l'impatto che questo divieto avrebbe sui consumatori, e per questo motivo, sta esortando la Commissione a rinviare tale divieto almeno fino al 2020, in modo che nel frattempo siano messi a punto prodotti adeguati e accessibili in termini economici. «Questo genere di restrizioni crea conseguenze negative soprattutto per il consumatore finale – sottolinea Stefano Bordone, presidente di Assoluce, associazione nazionale che raggruppa le più importanti imprese italiane produttrici di apparecchi di illuminazione e tra i soci fondatori di LightingEurope – In un momento di crisi e recessione, è necessario rimandare l'entrata in vigore del provvedimento almeno al 2020, come tutto il settore sta chiedendo, per evitare inutili aggravi di spesa per il cliente». Dice Diederik de Stoppelaar, segretario generale di LightingEurope: «L'inizio della dismissione prima del 2020 sarà fonte di confusione, costi e disagi per i consumatori dell'Unione Europea. L'industria sostiene fortemente - e da anni - il passaggio a soluzioni per l'illuminazione caratterizzate da una maggiore efficienza energetica. Tuttavia, le tecnologie alternative che si stanno sviluppando non potranno essere rese largamente disponibili entro il 2018, e saranno i consumatori a rimetterci. La soluzione migliore è che la Commissione adotti come inizio della dismissione una data non anteriore al 2020, il che consentirà una maggiore disponibilità di nuove tecnologie tra cui scegliere».