La sfida Ducati spinge l'«operazione nostalgia»

«Spero che il 2016 sarà l'anno del boom. Nei primi dieci mesi 2015 si è registrato un +5,8% di immatricolazioni».Le parole di Antonello Montante, presidente di Eicma, per la prima volta dopo almeno tre anni, hanno toni di ottimismo per il settore, e l'aria che si respira nei sei padiglioni che ospitano la più grande rassegna internazionale (Fiera Milano-Rho, 19-22 novembre) è in perfetta sintonia. Grazie anche al vento nuovo che soffia, alla sfida lanciata un anno fa dalla Ducati e raccolta da molti costruttori.Dodici mesi fa l'industria bolognese aveva presentato al pubblico lo (l'articolo deve essere rigorosamente maschile) Scrambler, riedizione in chiave moderna di un modello icona della Casa tra il 1968 e il 1974. Si trattava in sostanza, della progenitrice di quelle che una decina d'anni dopo sarebbero diventate le enduro monocilindriche, a lungo protagoniste del mercato.L'operazione nostalgia non è un'idea nuova, ha già funzionato con Mini e Fiat 500 in campo automobilistico, e con Vespa tra le due ruote, ma non offre certezze di successo. Invece per Ducati ha funzionato, grazie anche alla scelta di proporre uno prodotto base che lascia spazio a un'infinità di personalizzazioni, un po' com'era già successo con il progetto Monster. In questo modo lo Scrambler si è infilato prepotentemente nel filone più vivo del momento, quello delle special e delle cafè racer.Di norma la base di partenza sono vecchie moto modificate per renderle pezzi unici, ma è evidente che partire da una base moderna e affidabile non è certo un elemento negativo. Ecco quindi che per il 2016 molti marchi tra i più celebri si sono concentrati sul tema, raccogliendo la sfida di Ducati. Che rilancia. Dopo la 800 ha messo in produzione la Sixty2, con una cilindrata di 400 cc. che abbasserà la soglia di accesso alla gamma probabilmente sotto gli 8mila euro.La prima risposta è arrivata da Bmw, che ha scelto di mantenere lo stesso nome, Scrambler, per identificare la nuova versione della R1200R della serie NineT, caratterizzata da uno stile minimalista, scarichi alti e una sella con cuciture a vista. Anche i giapponesi di Yamaha sono molto interessati al nuovo segmento, al punto da avere varato il reparto Faster Sons, che si dedica allo studio di nuove proposte lavorando in stretto contatto con i migliori specialisti del mondo café racer, a cominciare dal guru Shinya Kimura. Così, dopo i modelli Xv950, Xjr1300 ispirati al passato, sono nate le Xsr 700 e 900, pensate proprio per la personalizzazione. Nella partita si sono inserite anche due Case europee che possono attingere da un glorioso passato: Moto Guzzi e Triumph. A quest'ultima va riconosciuto il merito di avere già lavorato nel settore dei modelli retrò, che a questo punto hanno avuto bisogno solo di subire lievi ritocchi sfida. Lo dimostrano le nuove bicilindriche Bonneville, in chiave più sportiva con le versioni Thruxton e Thruxton R, già tra le preferite dal mondo cafè racer.Peugeot, ad esempio, offre la possibilità di rendere unico lo scooter vintage Django attingendo alle parti disponibili sul configuratore dedicato. Infine la proposta sviluppata da uno tra i garage più noti in tema di personalizzazioni: Deus Ex Machina. È nato Le Derny, un curioso scooter per chi ama il ciclismo eroico, come ai tempi di Coppi e Bartali.